Dom. Apr 18th, 2021

Le Commissioni “Cultura” delle due Camere esprimono annualmente un parere al Ministero per i Beni e le Attività Culturali sull’elenco dei COMITATI e delle EDIZIONI NAZIONALI che lo stesso finanzia, su istanza degli interessati, ex Legge 420/1997.

Le decisioni sulle ammissibilità o meno delle richieste non sono dei parlamentari ma di un’apposita Consulta, in carica per 3 anni, che può accordare finanziamenti a ciascun soggetto per non più di 5 anni (anche non consecutivi), con la possibilità, esauriti quelli, di richiedere una proroga da 1 a 3 anni. L’elenco, e dunque il parere chiesto a deputati e senatori, riguarda sempre l’esercizio finanziario dell’anno precedente: pochi giorni fa ci siamo pronunciati, prima la Camera e poi, mercoledì scorso, il Senato, su quello del 2020.

Nell’occasione, ho preso la parola per lamentare una riduzione delle risorse pari al 9,3% contro il costante seppur lieve incremento degli anni scorsi (+ 3,2 ad es. per il 2019) ma soprattutto per sottolineare che il recente passaggio delle competenze su Comitati ed Edizioni Nazionali alla Direzione generale Educazione e Ricerca e Istituti Culturali ha prodotto una novità rilevante: intervenendo nella più recente riunione della Consulta, quell’Ufficio ha fatto rilevare, per la prima volta, che nonostante la L. 240/1997 non distinguesse i soggetti beneficiari dei finanziamenti prima del 1997 dai ‘nuovi’, sui secondi ha sempre deciso la Consulta mentre i primi, contro logica e di fatto contra legem, hanno continuato ad essere finanziati automaticamente, da un altro capitolo di spesa, senza alcun vaglio scientifico e senza limite temporale.

Alcuni si sono giovati di questa opportunità, e poi della ‘distrazione’ del MiBACT, per decenni, altri per quasi un secolo, dal momento che alcuni Comitati ed Edizioni sono stati istituiti negli anni ’30 del XX secolo, con la firma in calce di Mussolini. Ho proposto, perciò, e la Commissione ha poi votato a maggioranza (con l’astensione di Lega e Forza Italia), che al parere favorevole fosse aggiunta una osservazione che recita: “ Si invita altresì il Governo ad assicurare, a partire dall’anno 2021, che siano oggetto delle valutazioni della Consulta tutte le richieste di istituzione e finanziamento concernenti comitati nazionali ed edizioni nazionali anche attivati precedentemente all’entrata in vigore della Legge n. 420 del 1997”.

Ritengo si debba riconoscere e dare merito, quindi, alla Consulta istituita a febbraio 2018, guidata dal prof. Andrea Giardina, che quest’anno ha svolto il proprio compito con rigore nella valutazione dei meriti scientifici delle iniziative proposte e delle prassi, ma anche a chi, nel Ministero di Franceschini, nonostante Franceschini, ha lavorato e lavora perseguendo l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa, nell’interesse prioritario della comunità.

Corrado (M5S Senato – Commissione Cultura)

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