Dom. Apr 18th, 2021

Parole d’ ordine: ecosostenibilità e integrazione. Due concetti che applicati alla pratica hanno dato i loro frutti. E sì, perché un gruppo di amici (forse ”quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo”…) che proprio non volevano saperne di vedere morire il loro borgo e le viuzze in mezzo alle quali avevano giocato da piccoli, hanno inventato l’ Albergo diffuso oggi EcoBelmonte. Hanno preso i soldini che avevano in tasca e senza fondi, né statali né europei, ma con un bel mutuo trentennale sulle spalle, sono riusciti a ristrutturare 14 vecchie abitazioni del centro storico, secondo i principi della bioarchitettura, per affittarle a turisti di passaggio. L’esempio della loro associazione A’Praca (in dialetto è la roccia dove sorge il paese) è stato poi seguito dai loro compaesani che hanno messo a disposizione le loro case disabitate anch’esse poi ristrutturate. Chi soggiorna a Belmonte Calabro (provincia di Cosenza) in pratica diventa per un po’ vicino di casa dei suoi abitanti. La naturale conseguenza di tutto questo è il ripopolamento del borgo che si è arricchito di locande, di botteghe artigiane…insomma di VITA!
Ma c’è di più! Due ragazzi e altra bella avventura!
Rajib Hossain, Bangladesh, 20 anni e un lungo viaggio alle spalle. E’ in Italia da febbraio 2017.
L’anno prima, nel 2016, Rita Adamo sta studiando architettura alla London Metropolitan University. Originaria di Cosenza, ha passato spesso da piccola le estati a Belmonte. Racconta a compagni e professori londinesi dello spopolamento del borgo e quella stessa estate tutti insieme decidono di passare qualche giorno lì soggiornando nell’ ex convento dei Cappuccini. Ad Amantea, poco distante, c’è un centro di accoglienza migranti. Rita si rivolge a loro per sapere se qualcuno è interessato a passare del tempo con lei a Belmonte e in dieci accettano la proposta.
In quell’occasione Rita e compagni fondano La Rivoluzione delle Seppie, con lo scopo di riattivare le aree calabresi a rischio spopolamento. Poco dopo l’università di Londra organizza delle classi di ricerca: ogni anno un gruppo di studenti va in visita a Belmonte Calabro per una settimana. Entrano in contatto con la comunità di migranti, conoscono meglio il contesto locale per poi progettare strutture o edifici utili a incoraggiare l’inclusione sociale e a contrastare lo spopolamento.
Dalla testardaggine di questi giovani nasce Crossings, il festival estivo che unifica diverse realtà: La Rivoluzione delle Seppie, il collettivo di architettura Orizzontale, l’associazione culturale Ex Convento, la London Metropolitan University, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e il Centro di solidarietà “Il Delfino”.
Nel 2019 nasce BelMondo, la comunità virtuale che vuole mantenere connessi tutti i partecipanti a Crossings. Il nome lo ha trovato Rajib, che quell’anno aveva partecipato a un workshop organizzato dal festival e che a BelMondo non si sente affatto diverso solo perché migrante. Rajib adesso lavora a Cosenza come mediatore culturale.
Dopo quest’ assurda pandemia si ripartirà più forti di prima!
Faccio un salto adesso (sperando vogliate seguirmi) dal racconto emozionale alla gastronomia d’eccellenza segnalandovi Colavolpe, accanto alla stazione di Belmonte marina, realtà artigianale specializzati nella produzione di prodotti a base di fichi altamente selezionati. I miei preferiti? Quelli farciti con amarene e mandorle caramellate, ricoperti di cioccolato al latte: 12 pezzi fatti fuori in 3 giorni. E’ che sono troppo buoni!!!!

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