Mar. Giu 28th, 2022

Già dopo la prima aggressione del 2021 al Pronto Soccorso di Locri la CISL FP affermava che “Sarebbe un grave errore isolare dal contesto di tutta l’ASP il singolo episodio, il problema è diffuso e ripetuto in tutti gli Ospedali della Provincia Reggina, dove si comunica alla “vittima” la propria solidarietà, si comprende, si dimentica e si ripete.

Non c’è molta differenza tra l’egoismo dei “congiunti” e quello dei vertici aziendali che si sono succeduti, in ambedue i casi è più importante “farsi vedere” e poi finisce tutto”.

Come sempre si scarica sul posto di Polizia che manca e “avanti con la prossima vittima”, purtroppo non esiste una strategia ben precisa, per il contenimento di certi gesti bisogna rispondere con dotazioni organiche e tecnologiche adeguate, con la massima limitazione ai movimenti fuori dal Reparto che espongono i Dipendenti, ancora obbligati a ritirare personalmente i referti cartacei, aggravando lo stato di scarsezza di Personale e creando varchi a quella “mentalità” che deve per forza insinuarsi, disturbare, interferire, infettare.

Bisogna dare atto dell’efficienza del sistema di videosorveglianza che si è rivelato provvidenziale all’individuazione degli aggressori, cosa che nel tempo ha sostituito più che degnamente il Poliziotto presente al solo Pronto Soccorso.

 Il “fango” buttato quotidianamente sull’Ospedale, senza limiti e pudore, è giunto addirittura all’accostamento del “sacro e profano” a proposito di presunti ambienti a “luci rosse” e dei presunti “fantasmi”, offendendo la dignità degli operatori ospedalieri che si sacrificano quotidianamente, diventando le vittime di isolate realtà e di notizie distorte, atte a squalificare e “svendere” l’immagine dell’Ospedale, con l’intento di “deprezzarlo” ed offrirlo ad altre logiche di gestione.

Ecco che la mentalità contorta prende il sopravvento sulla ragione, ecco che prevale l’idea di reagire ad un contesto “malato”, ecco perché i Vertici Aziendali sono da sempre colpevoli delle aggressioni per la mancanza di organizzazione, carenza di Personale, di tecnologia adeguata, di tutela nei confronti dei Lavoratori stessi che ad oggi ancora non hanno percepito la produttività dal 2010 al 2015, i buoni pasto, non hanno avuto le progressioni così come previste dal contratto, motivi per i quali la CISL FP ha dichiarato lo stato d’agitazione e sta per entrare in sciopero.

Purtroppo la strategia che ha contraddistinto le varie gestioni, dagli accorpamenti delle ex AS 9 di Locri, ASL 11 di Reggio Calabria e ASL 10 di Palmi, è stata quella del distruggere la sanità del Territorio Provinciale e l’opera è progressivamente andata avanti, in attesa di “un salvatore” che raccolga i cocci del disastro progettato e portato a compimento.

A nulla sono servite le varie Commissioni antimafia e la condizione in cui si è giunti lo dimostra, la legalità non è mai “penetrata” nell’ASP di Reggio Calabria, al Commissario del Piano di Rientro si chiede l’applicazione del Decreto Calabria “in toto”, rammentando che nonostante precise regole e termini temporali, il bilancio dell’ASP di Reggio Calabria non è stato ancora inviato per l’approvazione.

Alla “vittima” dell’ultima aggressione, Professionista stimato e ben voluto da tutti, offriamo la nostra solidarietà ma non solo, insisteremo sulle responsabilità passate e presenti per tutelare i Lavoratori dell’ASP di Reggio Calabria, abbandonati ed esposti per colpa di una “malagestione” che non ha mai reagito alle dirette responsabilità, scaricando su altre cose, assenza del posto di Polizia compreso, mantenendo però un preoccupante stato di vulnerabilità a tutto il Personale.

Gli Ospedali dell’ASP di Reggio Calabria “devono” per legge mantenere alta l’integrazione con le Strutture Territoriali e con l’HUB di riferimento per le sole prestazioni d’eccellenza, bisogna procedere speditamente per dotarli di ogni elemento necessario, smetterla con la logica che ha finora “svuotato e reso inutilizzabile”, dare forza e fiducia agli Ospedali Spoke e Generali che non sono in “svendita”, dimostrare buone pratiche di gestione, atto aziendale adeguato, piano del fabbisogno adeguato e forse solo allora si potrà sperare nella fine delle aggressioni.

La CISL FP formula ancora una volta la domanda:

Come si sta procedendo da parte dei Vertici Aziendali per tutelare l’incolumità di chi lavora per garantire la salute dei Cittadini?

Il Segretario Generale Aggiunto

 Giuseppe Rubino*

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