Dom. Mag 22nd, 2022
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Tra le rivendicazioni dei sindacati lo sblocco delle assunzioni e delle stabilizzazioni, l’erogazione dell’indennità Covid ai lavoratori e la riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale

«È sempre più urgente una svolta e un cambio di passo nella sanità calabrese». È quanto affermano Cigl, Cisl e Uil Calabria che, questa mattina, hanno proclamato lo stato di agitazione del personale del settore, organizzando un’assemblea-sit in davanti la sede della Regione a Catanzaro.

Il sit-in

Sono oltre 300 i lavoratori della sanità calabrese pubblica e privata che stanno manifestando sotto la Cittadella per denunciare lo stato di emergenza del settore e chiedere “risposte concrete” al commissario ad acta Guido Longo e al governo nazionale. Tra le rivendicazioni dei sindacati lo sblocco delle assunzioni e delle stabilizzazioni in modo da colmare l’endemica e grave carenza di personale nelle strutture sanitarie calabresi, l’erogazione dell’indennità Covid ai lavoratori, la riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale. Il rispetto delle relazioni sindacali e il ripristino del confronto con il commissario. Secondo quanto si è appreso, i segretari generali di Cgil Calabria, Cisl Calabria e Uil Calabria, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, in mattinata saranno ricevuti dallo stesso Longo.

I sindacati: «Oggi ci aspettiamo risposte concrete»

«Manifestiamo per avere una sanità dignitosa, per avere impegni sia da parte del governo nazionale sia da parte del commissario. Oggi ci aspettiamo risposte concrete perché abbiamo una sanità al collasso, senza risposte concrete la lotta continuerà», ha detto Angelo Sposato, segretario della Cgil CalabriaTonino Russo della Cisl ha spiegato che «bisogna necessariamente cambiare passo per tutelare il diritto alla salute dei calabresi. C’è bisogno assoluto di personale e non si comprende perché non si scorrono le graduatorie, non ci sono nuovi reclutamenti, ed è grave perché non ci può essere riorganizzazione che tenga se non si mette mano a questi aspetti. Poi vanno riorganizzate le reti territoriali e ospedaliere, va salvaguardata la sanità pubblica, con il privato che deve essere a coronamento, integrare e non sostituire il pubblico. E poi ai lavoratori della sanità calabrese che definiamo eroi, ancora non è stata corrisposta l’indennità Covid e non comprendiamo il perché, visto che da un anno il governo ha inviato le risorse e c’è anche un accordo con i sindacati». A sua volta Santo Biondo della Uil ha aggiunto: «Chiediamo al ministro Speranza di aprire il tavolo sul piano nazionale e al commissario Longo di aprire quella porta chiusa al confronto con la realtà calabrese. In Calabria c’è un tema di cittadinanza: la sanità non va, i livelli essenziali delle prestazioni diminuiscono, non si fanno investimenti, non si parla di medicina di prossimità, aumenta il debito, cresce la mobilità passiva. Inoltre i lavoratori non percepiscono l’indennità Covid ed è un unicum a livello nazionale, non si fanno le assunzioni e le stabilizzazioni dei precari. Quanto alla sanità privata, bisogna mettere ordine nel sistema degli accreditamenti senza buttare l’acqua sporca con il bambino ma la sanità deve essere pubblica». «A Longo oggi – ha aggiunto Biondo – diciamo che nessuno si salva da solo, nemmeno il commissario si salva da solo. Va ricordato che il commissariamento nasce per colpe della politica regionale, ma oggi chiediamo al governo nazionale che la Calabria diventi caso nazionale alla luce dell’opportunità del Pnrr: saranno temi che i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil rilanceranno da Siderno a fine luglio».

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