Sab. Mag 28th, 2022

A denunciare quanto accaduto è l’Associazione Valentia sede di S.Onofrio: “la targa è stata barbaramente distrutta”. Il fatto sarà denunciato alle Autorità competenti

 Il “Giardino della Memoria” era stato realizzato a Sant’Onofrio lo scorso anno, nel mese di aprile, per ricordare le vittime da Covid-19 di Sant’Onofrio. Erano stati piantumati dall’Associazione Valentia, quattro alberi d’ulivo, simbolo di pace e di rinascita, nel terreno sito di fronte al cimitero, ed era stata apposta anche una targa commemorativa. “Ieri – denuncia l’associazione – domenica 16 gennaio, a distanza di nove mesi, quella targa è stata barbaramente distrutta con un mattone e gettata non si sa dove”.

“Un gesto ignobile e vile, considerando anche il fatto che si trattava di una targa per ricordare delle persone tragicamente decedute, che hanno sofferto non poco e lasciato un vuoto incolmabile nei propri cari e alla comunità intera. Sant’Onofrio, purtroppo, ancora oggi è un paese composto anche da questi soggetti (in parte marginale vivaddìo), gente retrograda e ignorante, che invece di usare le proprie mani “vellutate” per maneggiare una vanga o un piccone, preferisce sfogare le proprie frustrazioni quotidiane in questo modo. Non hanno avuto rispetto nemmeno per i morti, figuriamoci per i vivi”.

“Chiunque sia stato – chiedono i rappresentanti dell’Associazione – ragazzo o persona adulta, ci auguriamo che si faccia un esame di coscienza e provi un pizzico di vergogna. Questa volta non è stato il vento, non è stata una semplice goliardata adolescenziale, non è un gesto fatto così, tanto per passare il tempo, è una grave mancanza di educazione e di rispetto in primis nei confronti delle vittime che la pandemia ha mietuto, ma anche nei riguardi di chi cerca con tutte le proprie forze di costruire qualcosa di bello per il paese, di chi prova a rimboccarsi concretamente le maniche per migliorare il territorio, piuttosto che parlare e sparlare dietro uno schermo. Auspichiamo che un giorno Sant’Onofrio possa ritornare il paese che merita di essere, un luogo bello, ma soprattuto civile. Il paese in cui ogni santonofrese ha sempre sognato di vivere, ma la strada, ahinoi, è ancora molto lunga e tortuosa”.

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