Sab. Nov 26th, 2022

“Il nudo efficientismo senz’anima rischia di piegare i nobili orizzonti costituzionali verso un inaccettabile modello di magistrato burocrate preoccupato più della sua ‘carriera’ che della tutela dei cittadini”. E’ il monito arrivato dal presidente della Corte d’Appello di Milano Giuseppe Ondei all’inaugurazione dell’Anno giudiziario milanese. Inaugurazione nel corso della quale Ondei, come accade ormai tutti gli anni, ha lanciato anche il ‘classico’ allarme sulle carenze di organico negli uffici giudiziari del personale amministrativo e dei magistrati. Allo stesso tempo, però, nella relazione il presidente della Corte d’Appello milanese evidenzia “come la realtà dei Tribunali del Distretto e della Corte milanese rappresenti un’eccellenza per come è stato negli ultimi anni smaltito l’arretrato, per come la durata delle pendenze si è accorciata, per la ridotta incidenza sulle spese dello Stato”. In più, Ondei ha parlato dell’introduzione “dell’Ufficio del processo” come di una “rivoluzione”, perché “siamo di fronte a una rimeditazione del ruolo di magistrato giudicante, intesa a liberarne risorse intellettuali” e ad “organizzarne il lavoro in staff”. Serve, comunque, ha aggiunto, “un giudice che ascolta e riflette e non un freddo burocrate”.

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