Ven. Gen 27th, 2023

Corteo nella cittadina ionica con molti sindaci della provincia.

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«Bisogna spezzare subito quello che c’è alla base della guerra e recuperare il dialogo nelle relazioni tra le persone e i popoli. Solo il dialogo consente di riconoscere i diritti di ognuno. Ogni popolo ha bisogno dell’altro. L’umanità è una famiglia di popoli, una famiglia di famiglie ed è questo che dobbiamo impegnarci a realizzare». A sostenerlo con forza, come riporta un’agenzia ANSA, oggi a Locri, nel corso di una manifestazione pubblica per dire no alla guerra in Ucraina e nel resto del mondo, è stato il vescovo di Locri, mons. Francesco Oliva.

A sfilare dal piazzale antistante la Cattedrale fino a piazza “Nassirya” oltre al presule anche diversi sindaci del comprensorio della Locride e della provincia reggina, studenti, cittadini e rappresentanti di varie associazioni. La manifestazione è stata promossa dal comitato “Locride per la Pace”, insieme all’assemblea dei sindaci della Locride e al vescovo Oliva.

«La Città Metropolitana e l’intero Consiglio metropolitano hanno aderito a questa iniziativa, – ha detto il consigliere metropolitano Domenico Mantegna – perché anche noi vogliamo lanciare un messaggio di dialogo e di speranza. Sia per il cessate il fuoco di questo assurdo conflitto che da quasi un anno sta martoriando l’Ucraina, sia per un cessate il fuoco in altre guerre in atto in altre parti del mondo. Siamo qui per testimoniare vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite da questi assurdi conflitti».

Netta pure la posizione di Debora Cartisano, referente di Libera per la Locride: «Come Libera siamo contro ogni tipo di violenza, anche se di tipo mafioso. Per molte persone forse una guerra è una cosa lontana, ma dobbiamo sentire nostra ogni tipo di ingiustizia e ogni tipo di guerra che si svolge in ogni parte del mondo. Eventi del genere non si possono accettare in nessuna forma e in nessuna parte del mondo. Ora come ora, quindi – ha concluso Cartisano – è importante promuovere una diplomazia in grado di fare il proprio dovere in una precisa ottica di pace».


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