Mar. Apr 16th, 2024

Il Palazzo della Cultura Pasquino Crupi da sabato ospita, tra le varie tele, anche le opere pittoriche di ventisette artiste reggine e non che fanno parte del progetto artistico culturale curato da Annalisa Puntelli Sacchetti nella mostra  “Il cenacolo delle donne”. Ma le sale di Palazzo Crupi ospitano in contemporanea un’altra mostra, curata da Giammarco Puntelli: “L’arte gentile di Serafino Valla”.

Continua dopo la pubblicità...


IonicaClima
amaCalabria
Calura
MCDONALDAPP
InnovusTelemia
stylearredamentiNEW
E120917A-0A80-457A-9EEE-035CEFEE319A
FEDERICOPUBB
CompagniaDellaBellezza00
previous arrow
next arrow

Per l’apertura dell’esposizione ecco che è arrivato anche il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà, insieme con il consigliere metropolitano delegato alla cultura, Filippo Quartuccio e ovviamente i curatori del progetto. “Palazzo Crupi – dice Falcomatà – è diventato punto di riferimento culturale e non è solo un immobile restituito alla città ma un luogo di incontro e di bellezza. C’è molto lavoro dietro all’allestimento di una mostra e di questo devo ringraziare i dipendenti che non si sono mai risparmiati e la responsabile Anna Franco. Reggio diventa così punto di riferimento culturale”.

“Gli artisti che oggi espongono, – aggiunge il sindaco – lasceranno, alcuni, qualche tela, donazioni che arricchiranno ancora Palazzo Crupi. Dunque la bellezza, come dicevano i greci,  è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per scoprire la verità, e quest’ultima è bellezza per definizione”. 

“Questa – dice Falcomatà – è anche un’occasione per mettere in luce artisti e scultori che si conoscono di meno, una scelta vincente iniziata tempo fa con la mostra dedicata a Banksy e proseguita con l’omaggio ad Obey ed al genio di Cesare Berlingeri. Oggi si celebra un altro momento notevole che ci accompagnerà fino al prossimo gennaio, segno che un luogo vive anche rinnovando la propria offerta che si inserisce nella programmazione culturale che, come Città Metropolitana, stiamo portando avanti”.

Grande entusiasmo anche per il consigliere Filippo Quartuccio: “Siamo al cospetto di due esposizioni importantissime per il territorio e per Palazzo Crupi. “Il cenacolo delle donne” racchiude la professionalità di 27 artiste provenienti da tutte le parti d’Italia. Il Palazzo della Cultura, dunque, ancora una volta si apre alla comunità e ad espressioni artistiche di rilievo”. Questo – spiega Quartuccio – è il percorso che abbiamo seguito sin dall’inizio con il sindaco Falcomatà perché vogliamo contribuire, sempre di più, a fornire quell’occasione di riscatto per il territorio che nasce dalla cultura, dall’arte, dalla pittura e dalla scultura”. 

“Il Cenacolo delle Donne”, infatti, è il progetto internazionale della storica dell’arte Annalisa Sacchetti che, dopo il successo del 2022 al Museo MACI di Imperia, è stato accolto quest’anno dalla Città metropolitana di Reggio Calabria come una tappa fondamentale per fare un punto della situazione sull’arte contemporanea vista solo da artiste donna che hanno dedicato la loro vita e il loro tempo ad una ricerca coerente, tecnicamente collaudata ed internazionale.

Le artiste 

Le 27 artiste presenti con opere e installazioni sono: Rita Alleruzzo, Caterina Arcuri, Antonella Bertoni, Selene Bozzato, Silvia Caimi, Maria Crediddio, Roberta Cuzzola, Ornella De Rosa DRO, Gina Fortunato, Maria Malara, Maria Mansueto, Federica Marin, Enrica Mazzucchin, Larissa Mollace, Chiara Scolastica Mosciatti, Maria Teresa Oliva, Francesca Palermo, Teresa Claudia Pallotta , Katia Papaleo, Angela Pellicanò, Monica Peltrera, Liala Polato Lia-Code, Rachele Poli, Claudia Salvadori, Elvira Sirio, Ivana Vio, Blerta Xhomo

Serafino Valla e l’arte gentile

A raccontare l’arte naif di Serafino Valla c’è la figlia Giuseppina, visibilmente emozionata, che ricorda: “Sono quasi dieci anni che non c’è più mio padre ed io ho imparato a conoscerlo come artista solo sul finire dei suoi giorni. Prima per me era solo mio padre, con i pennelli in mano. Poi ho scoperto la sua arte ed il messaggio che attraverso le sue tele trasmette. Per questo adesso cerco di farlo conoscere in giro per l’Italia”.

“Serafino Valla è arrivato alla pittura in tarda età spiega la figlia – solo dopo tanta sofferenze e attraverso l’arte è riuscito a sopravvivere al dolore. Per questo, nelle sue tele c’è la particolarità di lasciare insegnamenti di vita. C’è un messaggio di speranza e si  differenzia dal movimento naif anche perché ha associato un pensiero filosofico”.

I due percorsi espositivi promossi dalla Città metropolitana, curati da Annalisa Sacchetti e Giammarco Puntelli, saranno visitabili fino al prossimo 10 gennaio.

Print Friendly, PDF & Email