Sab. Mar 2nd, 2024

Domani è previsto un importante sit-in dei sindaci a Catanzaro per protestare contro l’autonomia differenziata, e tra i partecipanti si annovera anche il movimento politico “Azione Calabria”. Questo è stato reso noto dal segretario regionale Francesco De Nisi, il presidente Giuseppe Graziano e i segretari provinciali Roberto Guerriero (Catanzaro), Santo Suraci (Reggio Calabria), Giovanni Lefosse (Cosenza), Maurizio Mazzotta (Vibo Valentia) e Rino Le Rose (Crotone).

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“Azione Calabria”, pur appoggiando la maggioranza di centrodestra in consiglio regionale, si schiera contro la riforma proposta da Roberto Calderoli, definendola inattuabile. Il leader del movimento, Calenda, ha sottolineato che per definire i Livelli essenziali di prestazione (LEP) servirebbero ingenti risorse finanziarie, probabilmente in misura di decine, se non centinaia, di miliardi di euro.

L’iniziativa del sit-in arriva dopo l’approvazione in prima lettura del Ddl sull’autonomia differenziata lo scorso 23 gennaio. Questo disegno di legge, proposto dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli nel Governo Meloni, mira a decentralizzare il potere decisionale dello Stato, attribuendo alle Regioni a statuto ordinario forme di autonomia su 23 materie, come previsto dall’articolo 116 della Costituzione.

Secondo il comunicato di “Azione Calabria”, la riforma proposta rappresenta un grave errore politico, soprattutto considerando le implicazioni sulla vita dei cittadini. Si solleva il dubbio che una maggiore autonomia legislativa e amministrativa possa effettivamente semplificare le procedure e migliorare le condizioni di vita sui territori, soprattutto in regioni come la Calabria.

Il comunicato critica anche la memoria selettiva della politica, evidenziando che la responsabilità per la situazione attuale non può essere attribuita solo al centrodestra, ma anche al centrosinistra per aver promosso precedentemente una riforma costituzionale che ha aperto la strada a proposte come quella di Calderoli.

“Paradossalmente”, continua il comunicato, “non sono i Livelli essenziali di prestazione la cosa che ci preoccupa di più”, ma piuttosto le altre materie su cui interviene l’autonomia differenziata, come strade, autostrade, aeroporti, protezione civile e altro ancora. Si sottolinea l’importanza di affrontare con urgenza il reale impatto e le implicazioni di questa riforma, al di là delle semplici considerazioni finanziarie.

Si invita infine i parlamentari calabresi a portare al governo una visione reale delle sfide e dei rischi legati all’autonomia differenziata, affinché si possano prendere decisioni consapevoli e mirate a garantire il benessere e lo sviluppo delle regioni coinvolte.

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