Lun. Apr 15th, 2024

L’aggressione sarebbe accaduta in provincia di Catanzaro. Il padre del 12enne ha chiesto al sindaco di intervenire: “prendere immediati provvedimenti per sospenderlo”

Un padre si trova sempre a dover fare i conti con le azioni dei figli, soprattutto se nella fase adolescenziale. Capita, infatti, che molti di essi si trovino coinvolti in futili liti con i coetanei, come spesso accade: il problema sorge nel momento in cui, nelle liti tra ragazzini, si intromettano adulti. E non solo i genitori, ma anche i parenti. E’ quanto accaduto nel Comune di Amato, in provincia di Catanzaro, dove il padre di un 12enne ha denunciato, a mezzo social, una presunta aggressione da parte di un vigile urbano.

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L’uomo, rivolgendosi al Sindaco di Amato, Saverio Ruga, chiede se sia normale che un rappresentante del Comune aggredisca un ragazzino solo perché ha litigato con un coetaneo suo parente. L’uomo, infatti, si chiede: “come può un padre accettare che il proprio figlio venga aggredito da una persona di oltre cinquant’anni che, per giunta, dovrebbe garantire l’ordine pubblico e che ha in dote un’arma d’ordinanza?”.

“Cosa mi dice che il soggetto in persona non possa perpetrare l’episodio nel futuro?”. L’uomo ha denunciato l’accaduto ai Carabinieri della stazione di Marcellinara ma chiede anche un intervento dell’Amministrazione: “bisogna intervenire per scongiurare che il suo paese possa essere in balia di un ‘esaltato’ che non ci pensa due volte ad aggredire un dodicenne in piazza. Non pensa che, forse, non debba prendere immediati e determinati provvedimenti per sospendere il suo dipendente dal servizio con immediato ritiro dell’arma in dotazione?”.

“Sono sconvolto e determinato a compiere tutti gli atti necessari affinché l’episodio rimanga solo un brutto ricordo e che non si abbia più a ripetere. Per fare ciò – conclude il genitore – le chiedo di prendere una posizione forte e di non lesinare sforzi”. La risposta del Primo Cittadino non si è fatta attendere: condannando l’episodio, ha infatti affermato che quelle del Vigile “non sono azioni da compiere, ma atti deplorevoli”.

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