Lun. Giu 17th, 2024

Una storia d’amore, di sport e di fedeltà che nasce a Leggiuno il 7 novembre 1944.

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Una storia di un rumore profondo, folgorante e fragoroso come un rombo di tuono, per l’appunto, che lascia la fredda Lombardia per legarsi a vita alla Sardegna e al Cagliari.

Il nome con cui, la leggende del nostro mestiere (il giornalismo), Gianni Brera designò Gigi Riva è la prova in vita che esistono i supereori, quelli che scolpiscono storie impossibili da prevedere e storie che rimarranno, per sempre, nella storia sociale e sportiva di questo paese.

Rifiutare Juventus e Inter negli anni 60 e 70 era già difficile, farlo e vincere, anche, uno scudetto con il Cagliari, siglando 208 goal totali con la maglia sarda e siglarne 35 con la maglia della nazionale in 42 partite (primo marcatore all-time della storia azzurra) vuol dire essere pietra levigatrice di magia.

Gigi Riva, nella giornata di ieri, ha avuto paura, rifiutando, inizialmente, un intervento immediato (di angioplastica) che, probabilmente, gli avrebbe salvato la vita. Gigi ha avuto timore come uno di noi, come un semplice essere umano, come uomo, padre e creatura del cielo. Gigi Riva, ieri, nel lasciarci, ci ha restituito la terrena certezza che anche i protagonisti delle favole e i supereroi, allo scadere, sono “semplici” entità di umanità.

Ciao Leggenda, grazie per la tua forza, coerenza e per averci regalato un sogno.

Il sogno narrante in cui anche le realtà più piccole possono raggiungere la vetta più alta del podio.

Lunga vita al fùtbol.

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