Mar. Giu 25th, 2024

Condanna a sei anni per Giancarlo Tulliani e a cinque anni per il padre, Sergio Tulliani, per l’accusa di riciclaggio. Difesa Fini annuncia appello

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Il tribunale di Roma ha condannato l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini a due anni e otto mesi. Con la sentenza i giudici della quarta sezione penale hanno inoltre inflitto una condanna a 5 anni per la compagna Elisabetta Tulliani, a 6 per il fratello Giancarlo Tulliani e a 5 anni per il padre Sergio Tulliani per l’accusa di riciclaggio. Alla lettura del dispositivo in aula era presente l’ex leader di An.

All’udienza del 18 marzo scorso i pm capitolini titolari dell’inchiesta avevano chiesto una condanna a 8 anni per Fini, a 9 anni per la compagna Elisabetta Tulliani, a 10 anni per il fratello Giancarlo Tulliani e a 5 anni per il padre Sergio Tulliani. Al centro della vicenda giudiziaria c’è la vendita della casa di Montecarlo, lasciata in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale, che sarebbe stata acquistata, secondo l’accusa, da Giancarlo Tulliani attraverso società off-shore. Un’operazione effettuata nel 2008, per poco più di 300mila euro e che con la vendita dell’immobile nel 2015 fruttò un milione e 360mila dollari.

Fini: “Non è chiaro in cosa consista il reato”

“Non sono deluso: non sono stato ritenuto responsabile di riciclaggio, evidentemente l’unica cosa che ha impedito di assolvermi è l’autorizzazione alla vendita”, dice Fini dopo la sentenza (VIDEO). “L’unico punto su cui il collegio ha ritenuto di non assolvermi completamente è quell’autorizzazione alla vendita che è del tutto evidente non è stata da me autorizzata. Me ne vado più sereno di quello che si può pensare – afferma – Ricordo a me stesso che per un’analoga vicenda, una denuncia a mio carico fu archiviata dalla Procura di Roma”.

“Certo 7 anni per arrivare a una conclusione come questa… È giusto avere fiducia nella giustizia, certo se fosse un po’ sollecita… Dopo tanto parlare, dopo tante polemiche, tante accuse, tanta denigrazione da un punto di vista politico. Responsabile di cosa? Di aver autorizzato la vendita. Non mi è ben chiaro in cosa consista il reato“, dice Fini. Che poi aggiunge: “Non ho autorizzato la vendita dell’abitazione di Montecarlo ad una società riconducibile a Giancarlo Tulliani. Quando ho dato l’ok non sapevo chi fosse l’acquirente“.

Difesa Fini: “Faremo appello”

“Faremo Appello. Ci aspettavamo un’assoluzione, siamo convinti dell’innocenza del nostro assistito. Siamo certi che in Appello anche questo ultimo residuo sarà abbondantemente chiarito. La vicenda relativa all’autorizzazione alla vendita della casa di Montecarlo sostanzialmente, a nostro avviso, rappresenta una sovrapposizione rispetto alla stessa vicenda che ora è oggetto di un provvedimento di archiviazione”. Così i difensori di Gianfranco Fini, gli avvocati Michele Sarno e Francesco Caroleo Grimaldi. “Siamo fortemente fiduciosi che in Appello anche questo ultimo piccolo segmento cadrà e l’esito sarà liberatorio sotto tutti gli aspetti”, sottolineano i due penalisti. Prescrizione? “Lo dobbiamo valutare, bisogna verificare quale qualificazione giuridica è stata data. Leggeremo le motivazioni”, concludono.

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