Mar. Giu 25th, 2024

Lit. Giovedì – II Pasqua

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Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,31-36

Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui, infatti, che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

Parola del Signore

Il commento al Vangelo a cura di monsignor Piero Romeo, vicario generale della diocesi di Locri Gerace:

Le parole con cui il Vangelo odierno introduce la riflessione sul mistero del Verbo di Dio possono essere assunte come un approfondimento del repentino indurimento di cuore che i discepoli suscitano negli uomini del sinedrio: «Chi viene del cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza» (Gv 3,31-32). Dopo essere fuggiti, dopo aver tradito e rinnegato, i discepoli sono stati condotti dallo Spirito Santo dentro le profondità di una meravigliosa esperienza di intimità con il Signore risorto e con il suo ostinato desiderio di comunione con noi. Solo, però, dopo la Pentecoste, i discepoli sono potuti tornare, con la memoria del cuore, alle parole pronunciate da Gesù per scoprirne una profonda ricchezza spirituale: «Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito» (Gv 3,33-34). La Risurrezione è una porta che spalanca impensabili orizzonti di amore e di libertà solo per chi accetta di riconoscere in Cristo il testimone del Padre. Non è la prova scientifica di un ulteriore segmento di vita senza confine dopo la morte, ma la testimonianza che, già in questo mondo, si può accedere a un modo di vivere la nostra umanità che supera il peccato perché è capace di rompere definitivamente con l’egoismo che ci fa essere individui soli e tristi. Obbedire a Dio anziché agli uomini non è altro che disobbedire alla paura di non poter condividere e comunicare agli altri questa passione d’amore per l’umanità, che non teme né il rifiuto né la morte.

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