Mar. Giu 18th, 2024

Il candidato del centrodestra eletto con il 53,50% delle preferenze: “Pagina di storia, campo largo non è futuro”. Nessun effetto Sardegna per il centrosinistra

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Marco Marsilio di nuovo governatore. Il candidato del centrodestra alle elezioni regionali in Abruzzo è stato eletto presidente con il 53,50% delle preferenze, pari a 327.660, secondo i dati del sito Eligendo, quando sono state scrutinate tutte le sezioni (1.634 su 1.634). Per lui si tratta del secondo mandato come governatore della Regione. Luciano D’Amico, candidato del centrosinistra, ha ottenuto invece 284.748 voti pari al 46,50%.

Meloni

“E’ il primo presidente nella storia dell’Abruzzo a essere riconfermato dagli elettori per un secondo mandato”, scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che aggiunge: “Ed è per noi motivo di grande orgoglio che i cittadini abruzzesi abbiano voluto continuare a dargli fiducia, e con lui a dare fiducia al centrodestra, che si conferma maggioritario. È una fiducia che, come sempre, non tradiremo. Continueremo a lavorare per restituire all’Abruzzo e all’Italia il posto che meritano. Grazie!”.

Marsilio

“Il popolo abruzzese ha scelto di conferirmi l’onore di guidare la regione per altri 5 anni. Mai nei 30 anni precedenti una amministrazione uscente era stata riconfermata per un secondo mandato. E’ stata scritta una pagina di storia e abbattuto un altro muro”, ha commentato Marsilio dopo essere stato confermato nella notte governatore dell’Abruzzo alle elezioni regionali, parlando al suo comitato.

“Il campo largo non è il futuro dell’Abruzzo – ha aggiunto – perché era il suo triste passato, e non sarà il futuro dell’Italia. Il mio impegno sarà ancora più intenso”. “Possiamo annà a ballà”, ha scherzato quindi Marsilio, festeggiando con i suoi sostenitori, al comitato elettorale, la vittoria. “Ha vinto la verità contro la menzogna e la calunnia, sparse a piene mani. Hanno vinto i fatti e il principio di realtà contro le narrazioni fumose e le chiacchiere vuote. Il popolo abruzzese vuole guardare al futuro e ha dimostrato di non avere nessuna nostalgia di un triste passato che si è gettato alle spalle già 5 anni fa”, ha detto anora. Così Marco Marsilio, commentando la sua vittoria alle regionali in Abruzzo presso il comitato elettorale.

“Abbiamo chiesto altri 5 anni per continuare a crescere e completare l’opera di rilancio, ricostruzione e valorizzazione che stiamo mettendo in campo. Esprimo il mio profondo ringraziamento al popolo abruzzese per questo immenso privilegio che mi concede. Questa è la missione della mia vita: restituire alla terra dei miei padri la forza, la dignità, il ruolo che merita”, ha sottolineato.

Niente effetto Sardegna per il centrosinistra

La coalizione di centrodestra, a sostegno del candidato Marco Marsilio, ha ottenuto 316.637 voti pari al 54,67%, secondo i dati definitivi pubblicati sul sito Eligendo del Viminale. Sono 262.565 i voti pari al 45,33% per la coalizione di centrosinistra che sostiene il candidato Luciano D’Amico.

Nessun effetto Sardegna dunque per il centrosinistra in Abruzzo. La coalizione che sosteneva D’Amico, il professore universitario alla guida di un campo per l’occasione larghissimo, si è fermata a una decina di punti distanza dal centrodestra del governatore. Il primo campanello di allarme per il campo largo, del resto, era suonato già nella serata di domenica, di fronte ai dati dell’affluenza: 52,19%, in lieve calo sul 2019. Alla fine il dato più basso di sempre. D’Amico, al contrario, aveva scommesso su un dato in crescendo, considerato indispensabile per colmare il gap della vigilia con Marsilio. “Avremmo tutti scommesso che si poteva superare la soglia delle scorse elezioni”, ha spiegato l’ex sindaco di Pescara Marco Alessandrini a spoglio in corso.

“Ci aspettavamo sicuramente una affluenza più strutturata”, gli ha fatto eco il segretario dl Pd di Pescara Nicola Maiale. D’Amico, quindi, si è trovato a inseguire sin dal primo minuto dello spoglio. “Lo scontro tra destra e centrosinistra era difficilissimo. La destra ha messo in campo ministri, promesse incredibili”, ha ammesso l’ex senatrice e consigliera comunale a L’Aquila Stefania Pezzopane.

“Comunque sia il centrosinistra è ripartito, una grande unità e un campo larghissimo, siamo in campo -è stata l’interpretazione della Pezzopane-. E’ importante quello che abbiamo fatto. Può essere un messaggio che mandiamo all’Italia”.

Affluenza in calo

E’ stata del 52,2% l’affluenza definitiva alle 23 (1.634 sezioni su 1.634) in Abruzzo, dove si è votato per l’elezione del presidente della Regione e il rinnovo del Consiglio regionale, secondo i dati del sistema Eligendo del Viminale. Un dato in lieve calo rispetto alla precedente tornata elettorale del 2019, quando aveva votato il 53,11% degli elettori.

Alle ore 23 di oggi hanno votato in totale 630.686 elettori. Questa la percentuale di affluenza al voto provincia per provincia: Chieti 48,46%, L’Aquila 55,40%, Pescara 53,33%, Teramo 53,04%.

Alle 19 alle urne si era recato il 43,93%. Un dato di poco superiore rispetto alla precedente tornata elettorale (2019), quando alle 19 aveva votato il 43,01% degli elettori. Alle ore 19 di oggi hanno votato in totale 530.813 elettori. Questa la percentuale di affluenza al voto provincia per provincia: Chieti 40,47%, L’Aquila 47,51%, Pescara 44,45%, Teramo 44,67%.

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