Mar. Giu 25th, 2024

Dal Vangelo secondo Giovanni

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Gv 14,27-31a

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco»

.Parola del Signore!

Il commento di monsignor Piero Romeo, vicario generale della diocesi di Locri Gerace:

Dono pasquale per eccellenza, il risorto annuncia e consegna la pace, condivide la sua pace. Non sono parole vuote, non sono solo auspici, questa sua pace è un dono molto concreto che lui ha sperimentato e in cui invita ad entrare: il Padre è più grande e possiamo camminare con fiducia verso di lui. Eppure i discepoli sono turbati, hanno timore. Gesù non si spaventa davanti alle nostre resistenze. Continua ad illuminarci perché riconosciamo ciò che sembra più grande di noi, ciò che sembra avere l’ultima parola nelle nostre vite, il potere di determinarci, di dominarci. Gesù risorto continua ad allungare la mano perché non viviamo più schiavi di piccole e grandi paure e proviamo a vivere come lui, con lui, attraversando la vita nell’amore. Questa sua pace più grande è un seme che può attecchire anche nella nostra terra. Ma non dobbiamo pensare che chi ha questa pace non vive le stesse paure, angosce, precarietà della vita, ma semplicemente tutte le volte che si troverà in balia di queste tempeste gli basterà andare al fondo del suo cuore e ritrovare lì una pace stabile, inattaccabile. In questo senso noi usiamo la preghiera solo perché vogliamo cambiare le cose difficili, ma il vero scopo della preghiera è recuperare questa pace di fondo che ci dà Cristo e che non viene dal mondo. L’atto di fede è sempre un atto di disobbedienza alla paura che ci abita e che solitamente ha più argomenti convincenti. Solo quando strappiamo il nostro cuore alla seduzione della paura sperimentiamo la pace vera.

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