Lun. Giu 17th, 2024

L’indagine della guardia di finanza: in carcere il nipote di un affiliato alla ‘ndrangheta, ai domiciliari due prestanome. Sequestrati beni per 2 milioni di euro

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Tre persone (tra cui il nipote di un boss della ‘ndrangheta) sono state arrestate per reati tributari e bancarotta fraudolenta. Secondo le indagini, condotte dalla guardia di finanza di Monza, intestavano aziende a prestanome le facevano indebitare verso lo Stato e poi le facevano fallire. Tra loro, si trovava già in carcere il nipote di Cosimo Maiolo, condannato nel 2023 a circa 13 anni di reclusione per la sua attività a Pioltello nella ‘locale’ di ‘ndrangheta. Altre due persone, i prestanome, sono agli arresti domiciliari.

Le indagini si sono sviluppate intorno a sette imprese nei settori dell’edilizia, logistica e pulizie, nei confronti delle quali erano state sistematicamente riscontrate violazioni delle norme tributarie, omissioni previdenziali e contributive, emissione di fatture false e distrazione dei proventi aziendali in conti correnti personali.

Queste imprese, intestate a prestanome brianzoli, operavano per un breve periodo, poi erano lasciate fallire in stato d’insolvenza a causa dei troppi debiti accumulati con l’Erario. La liquidità era quasi giornalmente recuperata attraverso i prelievi di contanti, effettuati direttamente dai prestanome, e consegnati a colui che è considerato l’amministratore di fatto delle società, già condannato per ‘ndrangheta. I finanzieri hanno sequestrato beni per oltre 2 milioni di euro, pari ai profitti illeciti realizzati.

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