Lun. Giu 17th, 2024

Martedì 16 aprile, Marjan Jamali, una 29enne iraniana, è comparsa in aula a Locri. L’accusa nei suoi confronti riguarda il presunto ruolo di scafista durante uno sbarco avvenuto nel porto di Roccella Jonica nell’ottobre 2023. La donna, attualmente detenuta a Reggio Calabria, ha espresso il desiderio di ottenere gli arresti domiciliari per poter stare con il suo figlio di 8 anni. In Italia, dove si trova da sei mesi, afferma di non avere nessuno su cui fare affidamento.

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Marjan Jamali continua a proclamare la propria innocenza e insiste sulla necessità di essere vicino al figlio. Il processo dibattimentale è previsto per il 17 giugno, data stabilita dopo l’udienza in cui il giudice ha parzialmente accolto l’eccezione difensiva riguardante la lingua utilizzata. Durante l’udienza precedente, si è discusso del nome dichiarato dalla ragazza e della sua lingua madre, il farsi. Il primo interrogatorio si era svolto in arabo, ma ora è stata disposta la traduzione in farsi del decreto di giudizio immediato e di altri documenti1.

La storia di Marjan Jamali è complessa e coinvolge anche altri imputati. Tre uomini presenti sull’imbarcazione partita dalla Turchia l’hanno accusata di aver svolto il ruolo di scafista. Uno di questi uomini, Amir Babai, ha dichiarato di aver tentato di difendere la donna dagli abusi subiti durante il viaggio. Ora, tutti e tre sono sotto processo, e la verità verrà alla luce nel corso delle udienze future1

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