Sab. Giu 22nd, 2024

Affonderebbe le radici nei lustri passati l’attuale crisi di liquidità di Locride Ambiente, nei confronti della quale, venerdì scorso, il responsabile del settore “Lavori Pubblici” del Comune di Siderno ha sottoscritto la determinazione numero 334 con cui ha avviato le procedure di risoluzione del contratto «per colpa grave – si legge nella determina – della società affidataria del servizio di gestione integrata dei rifiuti». I mezzi della società mista (che dovrà garantire il servizio a Siderno fino al 30 aprile) sono rimasti fermi nella giornata di mercoledì (destinata al ritiro di frazione organica e vetro) e ieri hanno iniziato a ritirare il multimateriale solo a partire dalla tarda mattinata, dopo un rifornimento di carburante che è stato possibile compiere solo a inizio turno.

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Un’incertezza che pesa sulla sorte dei lavoratori che spesso, come rivelano fonti interne al sindacato Slai Cobas, vengono collocati in ferie forzate o, in alternativa tenuti in attesa fino a metà mattina per sapere solo dopo le 10 se inizieranno una giornata di lavoro o se si dovranno ritenere liberi. Una situazione che evidentemente non sta bene ai lavoratori, che sono ancora in stato di agitazione e senza ricevere la busta paga da mesi, tanto che per poter percepire le retribuzioni si vedono costretti, da più di un anno e mezzo, a chiedere l’intervento sostitutivo della stazione appaltante, ossia il Comune.

Rimane, dunque, difficile la situazione fino al 30 aprile, mentre l’Amministrazione sta cercando, a tempo di record, di affidare il servizio a un altro gestore per i prossimi cinque mesi.

Intanto, apprendiamo da un’ordinanza emessa dal Tribunale Civile di Locri lo scorso 17 novembre che il Comune di Siderno, in qualità di ente capofila di un raggruppamento di comuni che comprende anche Locri, Antonimina, Ciminà, Portigliola, Placanica, San Luca, Samo e Sant’Ilario dello Jonio, è stato condannato al pagamento di una somma di 816.272,14 euro più interessi proprio a Locride Ambiente.

Si tratta, indipendentemente dalle ragioni dell’ordinanza (nei confronti della quale i comuni debitori con capofila il Comune di Siderno non avrebbero fatto opposizione) di un credito vantato dalla società mista e riferito al contratto di appalto concluso tra le parti per la fornitura di servizi relativa agli anni 2013, 2014 e 2015 avente a oggetto il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti urbani per tutto il raggruppamento di comuni.

Con ricorso depositato il 21 febbraio del 2020, Locride Ambiente agiva in giudizio contro il Comune di Siderno (nella veste di capofila del raggruppamento di enti) per esigere il pagamento di 896.084,25 euro più interessi. Il 12 settembre dello stesso anno, il Comune di Siderno si costituiva in giudizio (in proprio e come ente capofila) opponendosi alla domanda del ricorrente, eccependo il fatto che la Regione Calabria – che aveva finanziato a fondo perduto il progetto di raccolta differenziata per i comuni del raggruppamento dal 28/06/2013 al 28/06/2014 – si fosse vista costretta a revocare il finanziamento concesso, pari a 672.904,36 euro, per via del mancato raggiungimento della soglia minima del 26,72% prevista dal capitolato speciale d’appalto.

In estrema sintesi, secondo il Comune di Siderno, il mancato raggiungimento dell’obiettivo era addebitabile a inadempimento di Locride Ambiente. Non così secondo il giudice che ha invece valutato lacunosa e viziata da irregolarità e criticità procedurali la documentazione inerente la procedura di gara espletata per la selezione dell’operatore economico affidatario del servizio di raccolta dei rifiuti «nonché – è scritto nell’ordinanza – l’incompleta rendicontazione della spesa da parte del Comune di Siderno, che l’amministrazione comunale non ha provveduto a colmare a seguito delle diffide inoltrate dall’ente finanziatore», ovvero la Regione Calabria.

Dunque, se è vero che il Comune di Siderno sta pagando regolarmente il servizio per l’attuale contratto di gestione integrata dei rifiuti, è altrettanto pacifico come Locride Ambiente vanti dei crediti pregressi che hanno contribuito a creare l’attuale crisi della società mista.

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