Sab. Giu 15th, 2024

Un’emozionante seduta del consiglio comunale ha formalizzato la cittadinanza onoraria: “Con questa città un legame profondo”

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«Dodici anni fa mi hanno dato le chiavi, oggi divento cittadino a tutti gli effetti, che manca più?». I baffi sono un po’ meno folti rispetto al passato: sotto di essi però si intravede il sorriso di sempre che è lo stesso di quello di un figliol prodigo che dopo un po’ di tempo lontano torna a casa e riabbraccia gli amici. Massimo Palanca questo è a Catanzaro: uno di casa, uno di famiglia e l’occasione del suo settantesimo compleanno ha dettato l’assist per l’ennesima reunion questa volta con celebrazione ufficiale organizzata dall’Amministrazione Comunale.

Alle 18.30 di oggi O’Rey ha varcato la soglia del Palazzo di Vetro della Provincia: ad attenderlo il sindaco Fiorita insieme a tutto il consiglio comunale, una rappresentanza del club giallorosso e tanti tifosi.

UN LEGAME PROFONDO – «Tutti sanno che tengo molto a questa città – le sue parole – Esserne cittadino onorario mi rende orgoglioso. A Catanzaro mi piace vivere ed il legame con questa terra è roba antica che parte dal 1974 e continua forte ancora oggi». In quell’estate i giallorossi lo acquistarono dal Frosinone: da lì in poi oltre duecento presenze con settanta gol nella prima parentesi fino all”81, centoventisei con quarantanove reti nella seconda dall’ ’86 al ’90. Una leggenda, insomma, diventata mito imperituro. «La stima nei miei confronti è sempre stata qualcosa di straordinario – ha confessato l’ex attaccante – Oggi mi fa quasi specie vedere giovani che quando giocavo non erano ancora nati chiedermi foto, autografi, strette di mano. Ho sempre lavorato con i ragazzi e questa cosa mi rende profondamente orgoglioso». Con lui il Catanzaro riuscì a scrivere pagine importanti del calcio nazionale: la serie A, i romantici testa a testa con le corazzate del nord, il sogno di un riscatto che il calcio lo aveva solo di sottofondo; da tifoso O’Rey ha vissuto l’ultima stagione delle aquile – quella della promozione in B – condividendo a distanza l’entusiasmo dei suoi “concittadini”. «Si usciva da undici playoff senza promozione: era chiaro che l’unica via per salire sarebbe stata quella di vincere il campionato. Questa volta si è voluto strafare, tutta Europa ha parlato di questa squadra. Dico però che è sbagliato fare paragoni con il passato: ogni epoca ha la propria storia ed ognuno deve rimanere nel proprio ambito».

CATANZARESE PER SEMPRE – Seduti in platea, nella sala del Consiglio, altre vecchie glorie di quel passato ruggente: Adriano Banelli, Tato Sabadini ed Egidio Belfatto tanto per elencarne qualcuna e Masino Amato: storico massaggiatore dei tempi belli. Con loro anche figure istituzionali come il presidente del Comitato Calabria LND Saverio Mirarchi. Prima della cerimonia il sentito minuto di raccoglimento chiesto dal sindaco per ricordare altre due figure mitiche del passato giallorosso – Mazzone e Scorza – recentemente scomparse. «Il Catanzaro non è mai stato solo una squadra di calcio ma molto di più – ha sottolineato il Primo Cittadino nel suo intervento – una parte fondamentale della nostra città e della nostra identità. Palanca di tutto questo è stato il simbolo, il nostro eroe, quello che più di ogni altro ha rappresentato l’epoca d’oro del grande Catanzaro ed ha vestito i panni del paladino delle speranze per la nostra comunità».

QUESTIONE STADIO – L’occasione è stata propizia al sindaco anche per affrontare l’argomento stadio, caldo in queste ore d’attesa: «Siamo orgogliosi come amministrazione di essere riusciti a consegnare l’impianto alla città ma non sappiamo ancora se si potrà giocare qui la gara contro la Ternana di domenica». La sensazione? Che stia andando concretizzandosi l’ipotesi esilio in quel di Lecce.

DI NUOVO CAPOLUOGO – Emozionata la bandiera giallorossa ha preso la parola anche dopo la consegna del riconoscimento esordendo con qualche battuta – «Forse è la prima volta che si raggiunge l’unanimità in un Consiglio Comunale» – finendo poi con la voce rotta, interrotto anche dai cori della platea – “Tutto il mondo deve sapere che Palanca è il nostro re…”. «Ho smesso di giocare da tempo ma Catanzaro la frequento ogni anno. Ringrazio tutti i presidenti, i tifosi ma soprattutto i miei compagni di squadra senza cui non avremmo potuto ottenere nulla». Nell’intervento anche una pizzicata alla politica, da buon (nuovo) cittadino. «Vorrei rivedere Catanzaro tornare come era un tempo: non vedo più il fermento sul Corso e tante attività commerciali sono chiuse. Invito gli amministratori ad impegnarsi per fare ritornare questa città il vero capoluogo di regione della Calabria».

IL PENSIERO DEL CLUB – In rappresentanza del club giallorosso ha parlato durante la cerimonia il diggì Foresti che ha annunciato per l’occasione anche il lancio di una iniziativa tra il marketing ed il solidale legata proprio alla figura di Palanca. «Ero ragazzino quando a Bergamo vedevo i gol di Palanca e attraverso essi conoscevo Catanzaro – l’esordio del dirigente – Essere qui oggi è doveroso perché è una giornata storica e personalmente ho sempre coltivato ottimi rapporti con Palanca. Appena arrivato dissi al presidente di ritirare la numero undici: non ci aveva mai pensato nessuno prima; per questo dal 2020 nessuno indossa più la casacca che fu di O’Rey e penso che questo sia il minimo che si possa fare per chi ha contribuito a scrivere una storia così importante». Da qui appunto il lancio dell’iniziativa con la produzione di centoundici magliette «alla maniera del passato» che verranno messe in vendita presso gli store ufficiali del club: «Solo una – ha puntualizzato il diggì – verrà messa all’asta ed il ricavato devoluto ad un ente scelto da Massimo».

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