Lun. Giu 17th, 2024

Meloni: “Centrodestra unito, serietà governo ha portato Ue su nostre posizioni”. Ancora sbarchi a Lampedusa, all’hotspot oltre 1.100 persone: a rilento i trasferimenti. Francia: “Non accoglieremo nessuno”

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Ok del Consiglio dei ministri oggi, 18 settembre, alle nuove misure per la gestione dei flussi di migranti verso l’Italia. Lo confermano fonti del governo di Giorgia Meloni al termine della riunione. Tra le misure, l’allungamento fino a 18 mesi dei tempi di trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri di chi entra illegalmente in Italia.

“Desidero esprimere grande soddisfazione per la compattezza e per il grande lavoro di squadra di tutto il governo per far fronte all’emergenza immigrazione e per trovare soluzioni concrete alla forte pressione esercitata dai flussi di immigrati irregolari sulle nostre coste”, ha detto il premier nel corso del cdm. “È la conferma che, su questi temi, come su tantissimi altri, tutto il centrodestra ha la stessa visione e che tutti lavorano nella stessa direzione, a dispetto di quello che si legge e si tenta di raccontare in questi giorni”, ha sottolineato. “La serietà e la credibilità di questo governo hanno fatto sì che, a differenza di quello che accadeva in passato, la Commissione Europea e buona parte delle Nazioni europee si sono schierate sulle stesse posizioni italiane”.

Per Meloni “il Piano in dieci punti presentato ieri a Lampedusa dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è, per certi versi, sorprendente, perché perfettamente in linea con quel cambio di paradigma che questo Governo ha sostenuto fin dal suo insediamento e che ora si è affermato a livello europeo. E che prevede di difendere i confini esterni dell’Unione europea e fermare a monte i trafficanti di esseri umani e l’immigrazione illegale di massa”. “‘Decidiamo noi chi entra in Europa, non i trafficanti di esseri umani’. Sono parole pronunciate ieri a Lampedusa dalla von der Leyen, sono parole che abbiamo più volte pronunciato io, Matteo, Antonio e noi tutti. Questa frase può essere considerata il sunto della nuova visione che si è affermata in Europa grazie all’Italia”, sottolinea.

FINO A 18 MESI NEI CPR, NUOVI COSTRUITI LONTANI DA CENTRI ABITATI

“Oggi in Consiglio dei ministri ci apprestiamo a varare alcune misure molto importanti. Porteremo una modifica del termine di trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri di chi entra illegalmente in Italia, che verrà alzato al limite massimo consentito dalle attuali normative europee: 6 mesi, prorogabili per ulteriori 12, per un totale di 18 mesi”, ha detto Meloni, nel corso del cdm, con riferimento alle misure approvate. “Quindi tutto il tempo necessario -ha spiegato- non solo per fare gli accertamenti dovuti, ma anche per procedere con il rimpatrio di chi non ha diritto alla protezione internazionale. Il limite di trattenimento per i richiedenti asilo è già oggi di 12 mesi e non verrà modificato ma diventerà effettivo grazie alla realizzazione dei necessari centri di permanenza per chiunque sbarchi illegalmente in Italia, richiedenti asilo compresi”.

“Inoltre -ha reso noto- daremo oggi mandato al Ministero della Difesa di realizzare nel più breve tempo possibile le strutture per trattenere gli immigrati illegali. Anni di politiche immigrazioniste hanno fatto sì che oggi, in Italia, siano pochissimi i posti disponibili nei Cpr. I nuovi cpr che verranno realizzati dovranno essere in località a bassissima densità abitativa e facilmente perimetrabili e sorvegliabili. Non si creerà ulteriore disagio e insicurezza nelle città italiane. Due proposte che saranno inserite nel DL Sud per renderle immediatamente efficaci”.

“È mia intenzione, inoltre, portare e approvare la settimana prossima in Consiglio dei ministri un nuovo decreto in tema di immigrazione e sicurezza con ulteriori norme necessarie a risolvere piccole e grandi criticità legate all’immigrazione illegale di massa. Penso, ad esempio, alla questione dei minori non accompagnati. Il nostro obiettivo è tutelare i veri minori per evitare, come accade ora, che con una semplice autocertificazione chiunque possa essere inserito nei circuiti rivolti ai minori”. “Non solo eludendo le norme sull’immigrazione, ma anche a discapito di chi minore lo è veramente. Stiamo lavorando, e inseriremo nel prossimo decreto, delle norme per prevedere dei canali differenziati per donne, bambini e under 14, ai quali sarà garantita ogni tutela“, ha sottolineato. “Inoltre, in accordo con il Ministro Tajani, saranno convocati gli Ambasciatori di quei Paesi che rappresentano le più consistenti nazionalità dichiarate al momento dello sbarco dagli immigrati sulle nostre coste. L’Italia chiederà loro la massima collaborazione per l’immediato rimpatrio degli irregolari, rappresentando che, sulle altre questioni di reciproco interesse, offrirà loro il medesimo grado di collaborazione ricevuta sul tema immigrazione”, ha concluso sul tema.

DARMANIN: ‘FRANCIA NON ACCOGLIERÀ QUELLI ARRIVATI A LAMPEDUSA

Intanto, mentre continuano senza sosta gli sbarchi la Francia fa sapere che non accoglierà i migranti arrivati a Lampedusa. Oggi il ministro degli Interni francese Gerald Darmanin sarà a Roma per incontrare il capo del Viminale Matteo Piantedosi.

”La Francia non accoglierà” i migranti arrivati a Lampedusa. Lo ha chiarito a Europe 1 il ministro degli Interni francese Gerald Darmanin, che oggi pomeriggio sarà a Roma per discutere con l’omologo italiano Matteo Piantedosi la questione migranti e in particolare la crisi a Lampedusa. ”La Francia non si prepara ad accogliere una parte dei migranti” arrivati sull’isola siciliana, ha precisato.

Di fronte a questa situazione, “la Francia aiuterà l’Italia a preservare i suoi confini per impedire alla gente di arrivare”, ha spiegato Darmanin su Europe 1. Darmanin ha poi precisato appunto che la Francia non prevede accogliere i migranti, anche se la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha chiesto ai paesi europei di mostrare solidarietà.

”Per chi è arrivato in Italia dobbiamo applicare le regole europee, che abbiamo adottato qualche mese fa”, ha detto Darmanin, affermando che ”consistono nel fare richiesta di asilo alla frontiera”. Il ministro degli Interni ha poi aggiunto: ”Una volta che vengono presentate le richieste di asilo alla frontiera, si vede che gran parte di questi richiedenti non hanno diritto all’asilo e devono tornare immediatamente nei loro Paesi di origine”.

Invece, “se ci sono richiedenti asilo aventi diritto, che sono perseguitati per motivi evidentemente politici, si tratta ovviamente di rifugiati e in questi casi la Francia, come ha sempre fatto, può accogliere queste persone”, ha aggiunto Darmanin, affermando che “la Francia sta già facendo la sua parte”. Sabato Darmanin ha avuto un colloquio telefonico con i suoi omologhi italiano e tedesca.

LEGA: “BASTA CHIACCHIERE”

“Basta chiacchiere, gli Italiani si aspettano e si meritano dalla Francia e dall’Europa dei fatti concreti!”, afferma in una nota la Lega dopo le parole del ministro dell’Interno francese Gérald Darmanin.

NUOVI SBARCHI A LAMPEDUSA NELLA NOTTE, A RILENTO I TRASFERIMENTI

Sono 1.104 i migranti presenti all’hotspot di Lampedusa. La situazione, dopo i momenti difficili dei giorni scorsi con la presenza di quasi 7.000 persone, sembra tornata alla normalità. Ma i trasferimenti proseguono a rilento. Le previste partenze di questa mattina e di oggi sono saltate perché a Porto Empedocle l’area adibita all’arrivo dei migranti con la nave da Lampedusa per ora è affollata. “La nave che oggi avrebbe fatto i trasferimenti porta i migranti da Porto Empedocle a Catania”, spiegano dalla Questura di Agrigento.

Nel porto di Catania è ormeggiata nella banchina 25 la nave ‘Paolo Veronesi’ con a bordo 600 migranti che sono stati trasferiti da Lampedusa. Sul posto è stato attivato il sistema di accoglienza. Prima di essere condotti nel centro di accoglienza allestito nell’ex hub vaccinale di San Giuseppe La Rena, messo a disposizione dal Comune di Catania, le persone a bordo del traghetto della Siremar dovranno essere fotosegnalati. Il comandante della nave non ha segnalato particolari criticità sanitarie.

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