Lun. Giu 17th, 2024

“Non riesco a operarmi. Da sei anni”. È la drammatica testimonianza di una donna di Locri che, dal 2018, soffre di un’infiammazione alle tube di Falloppio e non è ancora riuscita a sottoporsi all’intervento chirurgico necessario. Un calvario che la paziente ha raccontato al nostro giornale, evidenziando le criticità della sanità pubblica e privata in Calabria.

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Un calvario tra ritardi e disagi

Tutto inizia nel 2018, quando la donna si reca al Pronto Soccorso di Locri per fortissimi dolori addominali. I medici le consigliano di non trascurare la situazione, vista la possibilità di degenerazione in infezione. Inizia così un’odissea tra visite private e consulenze specialistiche, con diagnosi discordanti e cure inefficaci.

Nel marzo 2023, finalmente, la speranza di un intervento a Messina. Ma anche qui la donna si trova ad affrontare tre giorni di ricovero in condizioni precarie, in uno stanzino senza neanche un comodino, e l’annullamento dell’intervento per tre giorni consecutivi per “presunte urgenze”.

Sanità pubblica carente e privata inefficiente

La donna denuncia la carenza della sanità pubblica calabrese, con ospedali privi di personale e lunghe liste d’attesa. Ma critica anche la sanità privata, accusata di non saper ascoltare i pazienti e di privilegiare interventi “a pagamento”.

Un appello alle istituzioni

La storia di questa donna è emblematica delle criticità del sistema sanitario calabrese. Un sistema che non garantisce ai cittadini il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione. Un appello alle istituzioni affinché intervengano per migliorare la situazione e tutelare i diritti dei pazienti.

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