Lega Pro – Il Matera gioca a tennis con la Reggina (2-6) ma non riesce a spegnere un Granillo commovente

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Risultato pesantissimo al termine di una gara dominata da un Matera sfavillante. La Reggina cede il passo davanti ad un Granillo degno delle notti migliori per affetto e calore.

C’era chi si lamentava che questa Reggina fosse poco “zemaniana”. E’ stato, suo malgrado, accontentato questa notte con la Reggina che lascia il terreno dopo aver raccolto ben 6 palloni dalla propria rete al termine di una gara folle, durante la quale gli amaranto tra mille difficoltà restano in partita fino al 90′, quando un Matera irresistibile dilaga definitivamente. E’ 2-6 il finale. Tripletta di Negro, Carretta, Iannini e Louzada per il Matera, i soliti Porcino e Coralli per la Reggina. Nonostante questo, il Granillo si rende protagonista di uno spettacolo straordinario.

img_0232LA GARA – Mamma mia, che “bambola”. Per 45 interminabili minuti i ragazzi di Auteri fanno accomodare la Reggina ad un banco di scuola e tengono una lezione che gli amaranto faticano tremendamente a memorizzare. Professore intransigente, il Matera punisce ripetutamente una Reggina, alunna indisciplinata. Tre gol, una traversa, un numero difficile da quantificare di parate di Sala ed uno imbarazzante di occasioni, potenziali e concrete, create. Il risultato di 1-3 rispecchia finanche parzialmente il dominio assoluto evidenziato dagli ospiti su un terreno del Granillo, quello sì, finalmente presentabile.

La superiorità imposta dai lucani nel primo tempo è talmente schiacciante da riuscire a soffocare le qualità e far emergere in modo insostenibile i limiti della squadra dello Stretto ridotta ad una piuma in balia di una tempesta. La nube sollevata da una Curva Sud impagabile per spettacolo coreografico prima dell’inizio della gara e sostegno durante la stessa, svela un confronto impari nel quale non c’è traccia di ciò che di buono la Reggina ha abbondantemente dimostrato di essere in questo campionato.

Pesa, l’assenza di Kosnic, leader e baluardo difensivo, ma sarebbe riduttivo ricondurre alla mancanza del serbo – squalificato dopo il rosso guadagnato nel convulso finale di Caserta – la superiorità dei lucani, davvero una grandissima squadra per la categoria. Movimento senza palla, occupazione degli spazi e del campo specie in ampiezza, manovra fluida e rapida ed elementi di provato spessore in grado di fare la differenza. Tra questi, oggettivamente i due ex Reggina. Se Armellino in mediana ara il campo rispondendo presente nelle due fasi, Giovanni Di Lorenzo sulla corsia destra è devastante per continuità e potenza, oltre che per capacità di ricevere sempre libero il pallone, segno che qualcosa nei meccanismi preparati da Zeman non funziona come dovuto.

I gol. La partita si sblocca dal dischetto, penalty assegnato per un intervento di Sala su Negro lanciato verso la porta nel tentativo di rimediare ad un errore in retropassaggio di Gianola. Negro trasforma e dà così il via alla sua notte magica. E’ il 7′, l’attaccante materano, fedelissimo di Auteri, si ripete al 28′ quando approfitta di una dormita di Possenti che si fa anticipare da Di Lorenzo, abile a  firmare un assist che necessita solo di una correzione per trasformarsi nel raddoppio. La prima azione da Reggina vale un gol. Anticipo di De Bode, scarico su Knudsen, tutto in verticale e di prima, per Oggiano, De Francesco, poi Coralli e finalmente Porcino spinge in rete il pallone che accorcia al 32′ il divario. Si infiammano gli spalti, il Matera traballa per qualche giro d’orologio, poi ancora Negro scappa alle spalle di De Bode, Gianola non chiude in tempo la diagonale e viene beffato, al pari di Sala, dal guizzo dell’attaccante che firma la tripletta personale e consegna la gara all’intervallo.

img_0231Neppure la peggiore Reggina stagionale tuttavia smarrisce l’orgoglio, bisogna riconoscerlo agli uomini di Zeman che seppure messi in gravissima difficoltà da un avversario abbondantemente di altra caratura non perdono mai il desiderio di provare ad andare oltre i propri limiti, nel rispetto di se stessi e di un pubblico stasera davvero straordinario. Ed è questo il presupposto che permette alla squadra dello Stretto di riaprire l’incontro, almeno nel punteggio, quando in avvio di ripresa Porcino e Coralli replicano l’azione che aveva portato al gol del vantaggio a Caserta: affondo del mancino, cross e tap-in del capitano. Zeman si gioca la carta Bangu, lasciato sorprendentemente in panchina in avvio, per Knudsen. Il Granillo ribolle, la squadra ci crede, ma non basta. Si aprono gli spazi e a campo aperto De Bode paga dazio agli avversari diretti che vanno a velocità doppia come in occasione del gol del 2-4 quando Carretta lo beffa e la sua conclusione trova, questa volta dopo innumerevoli interventi importanti, impreparato Sala.

Zeman passa al 4-2-4 richiamando De Francesco per Bianchimano che affianca Coralli davanti. C’è un gol annullato al capitano, su sponda del neoentrato ariete scuola Milan, per posizione di dubbio fuorigioco. Il peggio deve ancora arrivare, a cavallo del 90′ gli ospiti danno proporzioni tennistiche al punteggio trovando la rete in altre due occasioni su altrettanti svarioni di una Reggina ormai abbandonata al suo destino. Iannini per il 2-5, poi Adriano Louzada entrato da pochi istanti mette il punto esclamativo per il 2-6 finale.

Una sconfitta memorabile, insomma, che riporta la Reggina sulla terra. Eppure? Si chiude con uno stadio in piedi che applaude la sua squadra ed una Curva che la accoglie come se fosse un trionfo. Segno dei tempi che sono cambiati, della maturità di un ambiente in grado di capire e accompagnare la crescita di un gruppo che ha meritato questa fiducia. Da domenica si riparte ed inizia un nuovo campionato con gli amaranto impegnati negli scontri diretti per quello che è, e resta, l’unico obiettivo stagionale: mantenere una categoria vitale.

REGGINA-MATERA 2-6 

Reggina (4-3-3): Sala; Cane, De Bode, Gianola, Possenti; Knudsen (17′ st Bangu), Botta, De Francesco (35′ st Bianchimano); Oggiano, Porcino. In panchina: Licastro, Maesano, Carpentieri, Tripicchio, Lo, Silenzi, Lancia, Mazzone, Tommasone. Allenatore: Zeman.

Matera (3-4-3): Bifulco; Piccilli, De Franco, Ingrosso; Di Lorenzo, Iannini, Armellino, Casoli; Sartore (17′ st De Rose), Negro (32′ st Louzada), Strambelli (27′ st Carretta). In panchina: D’Egidio, Scognamiglio, Mattera, Gigli. Allentaore: Auteri.

Arbitro:  Robilotta di Sala Consilina – Assistenti: Lombardi di Castellamare, Spiniello di Avellino.

Marcatori: 7′ pt rig. e 27′ pt Negro, 32′ pt Porcino, 39′ pt Negro, 5′ st Coralli, 30′ st Carretta, 45′ st Iannini, 47′ st Louzada.

Ammoniti: Sala (R), De Bode (R), Di Lorenzo (M), Coralli (R).

Espulsi:

Angoli: 3-9.

Recupero: 2′ pt; 4′ st.

Note Spettatori 4.500 circa, una cinquantina i tifosi ospiti.

(fonte Reggionelpallone.it)

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