Ven. Ago 19th, 2022

Nove dei ventiquattro punti monitorati lungo le coste calabresi presentano cariche batteriche elevate, in prossimità di foci di fiumi e torrenti dove molto spesso gli ignari bagnanti continuano a fare il bagno, visto che sono molto rari se non inesistenti i cartelli di divieto di balneazione e quelli obbligatori per legge sulla qualità delle acque. Con situazioni critiche ormai non più sostenibili che si ripetono anche da sette anni. È il caso ad esempio della spiaggia libera a destra del castello nel comune di Isola di Capo Rizzuto, dove anche al passaggio dei nostri tecnici si è registrata la presenza di numerosi bagnanti. Una situazione alla quale va posto rimedio al più presto per tutelare la stessa salute dei cittadini, prima ancora che l’ecosistema marino. Ricevono un giudizio di fortemente inquinato per l’ottavo anno consecutivo anche la foce del torrente Caserta, la foce del fiume Mesima e la foce del torrente Ruffa. E quest’anno più che gli interventi sui sistemi depurativi, ancora fermi al palo, i calabresi paradossalmente sono costretti a ringraziare il lungo periodo di siccità che ha ridotto l’apporto idrico, e di conseguenza l’immissione a mare, di molti degli storici punti critici presenti lungo le coste.

È questo il bilancio del monitoraggio svolto lungo le coste calabresi dall’equipe tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente (realizzata anche grazie al sostegno del CONOU – Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e dei partner tecnici Aquafil, Novamont, Nau) presentato questa mattina in conferenza stampa a Catanzaro da Mariateresa Imparato, Portavoce di Goletta Verde; Andrea Dominijanni, Vicepresidente Legambiente Calabria; Luigi Sabatini, Direttore Legambiente Calabria; Aldo Perrotta, presidente Comitato scientifico Legambiente Calabria; Daniela Amatruda, Segreteria Legambiente Calabria e alla presenza di Francesco Esposito, Segretario Regionale Sindacato Medici Italiani.

 Per l’occasione Legambiente ha presentato anche un reportage fotografico sulla situazione delle coste calabresi realizzato da Anna Paola Montuoro (le foto sono disponibili per i giornalisti a questo link – con cortesia di citare l’autrice e il copyright – http://bit.ly/ReportageCalabria2017.    

“Il nostro monitoraggio non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, ma punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari – dichiara Mariateresa Imparato, Portavoce di Goletta Verde -. Una fotografia che anche quest’anno presenta diverse criticità anche qui in Calabria. Parliamo non a caso di malati cronici, situazioni che segnaliamo addirittura da otto anni, ma per le quali evidentemente nulla è stato fatto. Un problema, quello della cattiva depurazione che affligge purtroppo tantissime zone dell’Italia, visto che nel nostro Paese circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato, nonostante siano passati oltre dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi. Ritardi – conclude Imparato – che si ripercuoto anche sulle tasche dei cittadini, visto che le inadempienze dell’Italia nell’attuazione della direttiva comunitaria hanno portato a procedure di infrazione, in alcuni casi seguite da condanne che si tramutano in multe salatissime.

 

L’Italia, infatti, è soggetta a tre procedure di infrazione emanate dalla Commissione Europea nel 2004, nel 2009 e nel 2014; le prime due delle quali sono già sfociate in condanna. Per la procedura di infrazione 2004/2034 la sanzione prevista è di 62,7 milioni di euro una tantum a cui si aggiungono 347 mila euro per ogni giorno (61 milioni di euro a semestre) sino a che non saranno sanate le irregolarità. Anche la Calabria pesa moltissimo in queste procedure di infrazione. Solo considerando la procedura di infrazione del 2014, in questa regione sono sotto accusa ben 129 agglomerati che rappresentano il 15% di tutti quelli coinvolti a livello nazionale (883 in totale). Gli agglomerati già condannati, invece, sono in totale 18.

 

“I nostri monitoraggi sono stati sicuramente condizionati dalle condizioni metereologiche, visto che molti dei punti critici, foci di fiumare e torrenti, erano a secco a causa della siccità. Il carico inquinante che di solito arriva da queste acque quindi non veniva riversato a mare come normalmente avviene – spiega Luigi Sabatini, direttore di Legambiente Calabria -. Le segnalazioni che continuano ad arrivarci dai cittadini dimostrano però che la situazione in tante aree della nostra regione è diventata insostenibile e rischia di compromettere anche l’economia turistica. I soldi per risolvere queste criticità erano già pronti, ma come spesso accade a mancare all’appello sono stati progetti concreti e immediatamente realizzabili a cui destinare i fondi. La depurazione è quindi ferma al palo e nel 60% dei casi, come confermato dallo stesso dirigente regionale, non funziona correttamente. È necessario portare a termine la vera grande opera pubblica di cui necessita la Calabria: uscire dall’emergenza depurativa che rischia di compromettere irrimediabilmente una delle maggiori risorse di questo territorio”.

Non si può certo dire che i bagnanti vengano poi informati a dovere. Anzi, tutt’altro. La cartellonistica in spiaggia è inesistente qui in Calabria, anche se obbligatoria da tre anni per i comuni costieri: in nessuno dei 24 punti campionati, i tecnici di Goletta Verde hanno avvistato i cartelli informativi previsti dalla normativa, che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare (in base alla media dei prelievi degli ultimi 4 anni), i dati delle ultime analisi e le eventuali criticità della spiaggia stessa. Anche quelli di divieto di balneazione sono merce rara: solo in un caso rispetto ai nove dove non vengono eseguiti campionamenti da parte delle autorità competenti, o è stato disposto il divieto temporaneo alla balneazione, sono presenti cartelli per informare i bagnanti. Si tratta di un problema che non va minimamente sottovalutato, perché mette a rischio la stessa salute dei bagnanti. In molti punti giudicati critici dai tecnici di Goletta Verde, infatti, viene spesso registrata la presenza di bagnanti nel punto preso in esame o nelle immediate prossimità dello stesso.

 

Tema centrale di questa edizione di Goletta Verde sarà anche il rischio per inquinamento da marine litter. Legambiente ha recentemente raccontato l’esperienza e i dati raccolti in questi 30 anni da Goletta Verde alla conferenza mondiale degli Oceani all’Onu, rilanciando un pacchetto di proposte per contrastare questo problema che, al pari della maladepurazione e della pesca illegale, mette in serio pericolo l’ambiente, la biodiversità marina ma anche la salute dei cittadini. Soltanto in sette punti rispetto ai 24 punti monitorati, i tecnici di Legambiente non hanno trovato rifiuti. C’è di tutto, ma a farla da padrona resta la plastica, presente nel 90% dei casi; segue il vetro, ma anche carta e rifiuti vari.

 

Il dettaglio delle analisi di Goletta Verde

 

Il monitoraggio di Goletta Verde (eseguito dalla squadra di tecnici di Legambiente tra l’11 e il 14 luglio 2017) prende in considerazione il campionamento dei punti critici che vengono principalmente scelti in base a un “maggior rischio” presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Per questo vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo sulle nostre spiagge: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione dei reflui urbani che attraverso i corsi d’acqua arrivano in mare.  I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e abbiamo considerato come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

In provincia di Reggio Calabria dei sei punti monitorati tre presentano cariche batteriche oltre i limiti di legge e ricevono un giudizio di “fortemente inquinato”: due a Reggio Calabria, alla foce del torrente Caserta al lido comunale e alla foce del fiume Menga in località Sabbie bianche; alla foce del fiume Mesima a San Ferdinando.

In provincia di Vibo Valentia, bocciati due dei cinque campionamenti. Fortemente inquinato il giudizio per il prelievo effettuato alla foce del torrente Ruffa a Ricadi; inquinato quello alla foce del torrente Britto a Marina di Nicotera.

Cinque i punti campionati anche in provincia di Cosenza, di cui uno fortemente inquinato, quello alla foce del canale del Pescatore a Villapiana Lido. Qui c’è da segnalare il prelievo effettuato alla foce del fiume Crati

a Cassano allo Jonio. I parametri monitorati rientrano nei limiti di legge per un soffio. È quindi evidente che esiste ancora una criticità e per questo Legambiente chiede alle autorità competenti di non abbassare la guardia.

Quattro i punti campionati in provincia di Catanzaro: per uno di questi è stato evidenziato un carico inquinante superiore a quello consentito, con un giudizio di inquinato alla foce del torrente Spilinga.

Quattro, infine, anche i prelievi effettuati in provincia di Crotone, due dei quali con cariche batteriche oltre i limiti: fortemente inquinati, come già detto, quello alla spiaggia libera a destra del castello, in località Le Castella, del comune di Isola di Capo Rizzuto, e quello alla foce del torrente Passovecchio a Crotone.

 

Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo, anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo da 33 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 95% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. In Calabria, nel 2016, il Consorzio ha raccolto 1.775 tonnellate di oli usati. “La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi – spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi – rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

Con Goletta Verde, infine, viaggia la campagna “Le pratiche estive per vivere il mare, la natura e l’ambiente in sicurezza e salute”, realizzata in collaborazione con il Sindacato Medici Italiani e Assimefac. Un vademecum e diverse iniziative condotte a bordo di Goletta Verde per informare sui comportamenti da tenere per rispettare il mare e tutelare la propria salute e su quelle che sono le minacce di inquinamento e sanitarie presenti lungo le nostre coste.

 

I RISULTATI DELLE ANALISI DI GOLETTA VERDE DEL MARE IN CALABRIA*

*prelievi effettuati l’11 e il 14 luglio 2017

 

PR COMUNE LOCALITÀ PUNTO GIUDIZIO
RC Brancaleone Fiumarella Spiaggia fronte canale Fiumarella Entro i limiti
RC Melito di Porto Salvo Spiaggia presso piazza Porto Salvo Entro i limiti
RC Reggio Calabria Sabbie Bianche Foce del torrente Menga Fortemente inquinato
RC Reggio Calabria Lido Comunale foce del torrente Caserta Fortemente inquinato
RC Gioia Tauro Foce del fiume Petrace Entro i limiti
RC San Ferdinando Foce del fiume Mesima Fortemente inquinato
CZ Lamezia Terme/Gizzeria Marinella/Gizzeria Lido Foce del torrente Spilinga Inquinato
CZ Catanzaro Catanzaro Lido Spiaggia fronte foce fiumarella Entro i limiti
CZ Stalettì Caminia Spiaggia di Caminia Entro i limiti
CZ Gizzeria Caposuvero spiaggia fronte torrente Tridattoli Entro i limiti
VV Marina di Nicotera Lido Medameo Spiaggia fronte torrente Britto Inquinato
VV Joppolo Spiaggia fronte torrente Mandricelle Entro i limiti
VV Ricadi Torrente Ruffa Foce torrente Ruffa Fortemente inquinato
VV Vibo Marina Bivona Spiaggia fronte fosso S.Anna Entro i limiti
VV Pizzo Calamaio Foce fiume Angitola Entro i limiti
KR Crotone Foce torrente Passovecchio Fortemente inquinato
KR Isola di Capo Rizzuto Marinella Mare presso spiaggia Marinella Entro i limiti
KR Isola di Capo Rizzuto Le Castella Foce canale spiaggia a destra del castello Fortemente inquinato
KR Cutro Steccato di Cutro Foce del torrente Tacina Entro i limiti
CS Tortora Foce del fiume Noce Entro i limiti
CS Scalea Foce del fiume Lao Entro i limiti
CS Bonifati Parise Spiaggia fronte fiume Parise Entro i limiti
CS Villapiana Villapiana Lido Foce canale del Pescatore Fortemente inquinato
CS Cassano Jonio Laghi di Sibari Foce del fiume Crati Entro i limiti

Il Monitoraggio scientifico

I prelievi e le analisi di Goletta Verde vengono eseguiti dai tecnici di Legambiente che anticipano il viaggio dell’imbarcazione a bordo di un laboratorio mobile attrezzato. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, PH, conducibilità / salinità). Le analisi chimico-fisiche vengono effettuate direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai Km di costa di ogni regione.

 

LEGENDA

Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:

INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 200 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 500 UFC/100ml

FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali maggiori di 400 UFC/100 ml e/o Escherichia Coli maggiori di 1000 UFC/100 ml

 

** Dal 2014 è obbligo per i comuni costieri apporre la cartellonistica informativa circa la classe di qualità delle spiagge (eccellente, buona, sufficiente, scarsa), secondo uno specifico format europeo, con tutte le informazioni sulla qualità delle acque, i dati degli ultimi prelievi e le possibili criticità della spiaggia stessa.

 

Su www.legambiente.it/golettaverde sezione Analisi è possibile visualizzare la mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento e i risultati delle analisi.

 

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