2 Dicembre 2020

Oltre al danno la beffa per il Gela. Ed il calcio non c’entra. Una vile aggressione è stata subita dalla dirigenza biancazzurra ai traghetti di Villa San Giovanni. Sono stati momenti di grande paura. Una sessantina di tifosi dell’Acireale, di ritorno da Roccella Jonica, hanno atteso che il pulmino che  trasportava i dirigenti del Gela, compreso il presidente Angelo Mendola, si fermasse per traghettare. Armati di bastoni ed altri oggetti, i tifosi (si fa per dire…) granata hanno bloccato il pulmino nove posti aprendo lo sportello del conducente. Hanno spaccato i vetri e inveito contro i dirigenti biancazurri. Sono stati attimi di tensione perché dentro il pulmino c’erano anche due bambini.

“Erano cinquanta, forse sessanta – racconta il direttore generale Croci Caiola – ci conoscevano perché nel viaggio di andata c’eravamo incrociati. Sapevano che eravamo i dirigenti del Gela. Sono sbucati dietro alcune siepi e non ci siamo accorti di nulla. Non potevamo fare nulla perché erano troppi e dentro c’erano anche due bambini. La polizia è arrivata dopo. Il pulmino è andato distrutto”.

L’autista del mezzo, colpito forse da una bastonata, si è fatto refertare in ospedale, colpito da una scheggia di vetro. Colpito ad una mano anche il presidente Mendola. La polizia ha scortato poi il pullman della squadra (dove sono poi saliti i dirigenti del Gela) ed il pulmino dei tifosi del Gela fino a Catania. Una brutta avventura, che si aggiunge alla amarezza della sconfitta viziata da un fallo di mano al 90’ a Vibo Valentia. Ma qui lo sport non c’entra. E’ violenza pura. Punto e basta.

www.quotidianodigela.it

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