Mer. Gen 27th, 2021

Intanto si polemizza sugli aspetti legati al restauro. Presto rivelate le scoperte top secret emerse sul castello medievale

Castello medievale di Monasterace tra nuove clamorose scoperte e lavori di restauro. Stanno proseguendo i lavori al castello medievale di Monasterace, lavori finanziati da un fondo della presidenza del consiglio dei Ministri di 2,5 milioni di euro recepito dall’attuale amministrazione cittadina guidata dal sindaco Cesare Deleo, che vedono all’opera la ditta Cooper.Po.Ro. edile s.c. di Rombiolo, con la direzione degli architetti Vincenzo De Nittis e Luigi Giuseppe Massara, la supervisione della soprintendenza delle belle arti di Reggio Calabria, con il soprintendente Anna Maria Guiducci e l’ispettrice di zona architetto Maria Reggio. Durante i lavori sono venuti alla luce
tanti reperti storici, dalle due cisterne e dalla fornace scoperte nell’area oggetto di demolizione vicino al maniero medievale, agli interni
con delle vasche di deposito per olio rivestite in ardesie, passando per alcuni affreschi. A breve verranno rese note anche le ultime scoperte il cui contenuto è ancora top secret, ma che consentiranno verosimilmente di riscrivere la storia del maniero medievale che è tornato dopo centinaia di anni, anzi per la prima volta nella storia ad essere di proprietà comunale. Scoperte che forse offriranno una nuova chiave di lettura del castello, ma ancora le informazioni devono essere divulgate quindi il condizionale è d’obbligo. Si resta in attesa degli interventi
specifici della soprintendenza per chiarire ogni aspetto su questo prestigioso bene. Intanto registriamo nella cittadina ionica qualche polemica sul restauro che si sta effettuando, perché secondo taluni violerebbe quello che è un bene da conservare in maniera il più originale
possibile.
A riguardo è opportuno fare alcune considerazioni, in primis è opportuno dire che ogni passo del lavoro è seguito dalla soprintendenza e
dalle belle arti, quindi difficile sarebbe deturpare o modernizzare un bene antico, poi è opportuno precisare che finalità del restauro è appunto conservare il bene senza però deturparlo. Tutto ciò partendo da alcune line guida essenziale nel restauro che sono state eseguiti per
questo lavoro, in primis la riconoscibilità, visto che ogni intervento di restauro deve essere riconoscibile, quindi qualsiasi parte aggiunta deve
essere distinguibile dall’originale, senza recare disturbo alla visione stessa dell’opera, se ciò non avviene si corre il rischio di praticare un restauro di fantasia creando un’errata lettura dell’opera.
Poi altro aspetto fondamentale dell’opera di restauro è la reversibilità, qualsiasi intervento di restauro, sia “conservativo” che “estetico”,
deve poter essere rimosso senza danneggiare l’originale.
Quindi altri aspetti salienti sono la compatibilità dato che i materiali impiegati non devono recare danno fisico né estetico ai materiali originali, devono avere quindi stesse proprietà chimico-fisiche-meccaniche.
Ancora più fondamentale il concetto del minimo intervento che limita all’indispensabile intervento di restauro ed evita il cosiddetto stress
che l’opera subisce ad ogni intervento, e oltretutto con il minimo intervento si garantisce il rispetto di tutte quelle informazioni sulla costituzione e sulla storia di un manufatto.
Ultimo aspetto fondamentale riguarda l’interdisciplinarietà che consiste nel far interagire le diverse discipline o professioni impegnate
nel restauro dallo storico, al chimico passando al restauratore che collaborando insieme nella ricerca e nello scambio di conoscenze, convengono allo scopo di ottenere un lavoro più completo e rispettoso possibile rispetto all’opera originaria.

VINCENZO RACO (Quotidiano del sud)

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