Mer. Feb 24th, 2021

“L’esclusione di numerosi consorzi di bonifica calabresi dall’accesso alle domande di sostegno per investimenti infrastrutturali priva la regione della possibilità di vedere realizzate tante opere irrigue indispensabili per sostenere l’economia agricola e contribuire alla tutela del territorio. E’ ancora più grave che alcune domande, come quelle presentate dal Consorzio di Bonifica Tirreno Vibonese, siano state considerate non ricevibili dall’Autorità di gestione del PSRN a causa di carenze formali che però non appaiono sufficienti a motivare l’esclusione dall’accesso alle misure, che comporta la perdita di centinaia di migliaia di euro di finanziamenti. Non a caso il giudice amministrativo competente ha riammesso alla fase di valutazione del progetto alcuni enti consortili del Lazio che avevano fatto ricorso verso provvedimenti di esclusione decisi per motivi analoghi”. E’ quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, che prosegue: “Il Consorzio di Bonifica Tirreno Vibonese, sulla scorta delle decisioni del Tar del Lazio, ha presentato richiesta di riammissione in via di autotutela autorità di gestione del PSRN presso il Ministero delle Politiche agricole, oltre che ricorso straordinario al Presidente della Repubblica con istanza di sospensione del provvedimento di esclusione. I motivi di impugnazione proposti dal Consorzio appaiono fondati perché richiamano, al di là delle ragioni tecniche e formali, due principi tradizionalmente fissati dalla giurisprudenza: quello di proporzionalità e quello del dovere dell’Amministrazione di ascoltare i privati prima di assumere decisioni, senza dimenticare che per i rapporti tra enti pubblici esiste anche il principio di leale collaborazione. L’esclusione da una procedura per questioni di carattere puramente formale non garantisce la par condicio, come si è detto a sostegno della decisione, ma si determina un forte scostamento del provvedimento amministrativo rispetto al fine per cui la legge attribuisce il potere esercitato. Se quindi un partecipante ad una procedura incorre in un errore o se il contenuto di un documento non soddisfa appieno le necessità istruttorie dell’Amministrazione, il principio generale è che debbano essere richiesti chiarimenti e integrazioni: si devono cioè seguire le strade idonee a soddisfare le necessità per cui è stata avviata la procedura. Per questo chiedo al ministro delle Politiche agricole di verificare l’operato dell’Autorità di gestione,  valutando la riammissione in autotutela delle domande senza attendere l’esito del procedimento amministrativo, e soprattutto chiedo alla Regione Calabria di non far finta di nulla, di fronte alla perdita di centinaia di migliaia di euro di investimenti per infrastrutture, ma di supportare con ogni possibile iniziativa politica e amministrativa le giuste istanze dei Consorzi di Bonifica calabresi”. 

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