Mer. Mag 19th, 2021

Due lettere (inviate a marzo e novembre) del capo del settore giuridico contestano una delibera di giunta. «Non ho mai istruito né dattiloscritto l’atto». Il Csa-Cisal: «Qualche imbarazzo in vista della giornata della Trasparenza»

Fino a qualche giorno fa, i dubbi riguardavano soltanto le dimissioni – annunciate ma, evidentemente, non concretizzate – di Francesca Palumbo, responsabile della Trasparenza e della Prevenzione della Corruzione della giunta regionale. Con un corollario: un dubbio espresso dal sindacato Csa-Cisal sulle modalità della sua nomina, formalizzata dalla giunta regionale nel gennaio 2018.
Adesso, mentre le presunte dimissioni sembrano svanite del tutto, le perplessità sulla delibera di nomina aumentano, addirittura condivise da uno dei dirigenti che avrebbe dovuto firmarla.

DIMISSIONI SCOMPARSE Partiamo dalle dimissioni scomparse. Lo stesso sindacato segnala che «lunedì 17 dicembre, alla Cittadella, in occasione di un seminario tematico dedicato alla “Giornata della Trasparenza 2018”, Francesca Palumbo, nella locandina ufficiale dell’evento, è indicata ancora come Responsabile della Trasparenza e della Prevenzione della Corruzione della giunta regionale e sarà pure uno dei relatori della rassegna. Interverrà insieme all’assessore al Personale, ad altri dirigenti dell’Ente, a illustri esponenti dell’autorità giudiziaria e al presidente della giunta regionale. Cosa dobbiamo pensare a questo punto? Le dimissioni sono state una pantomima?».

NOMINA INCOMPLETA Come dicevamo, il sindacato Csa-Cisal non aveva segnalato soltanto il ritardo della giunta regionale a prendere atto delle dimissioni (a questo punto sempre più dubbie) di Palumbo, ma aveva fatto emergere una grave discrepanza nella delibera (numero 30) dell’esecutivo regionale con cui il 31 gennaio scorso si era proceduto alla nomina della responsabile dell’Anticorruzione e della Trasparenza. Se nel corpo dell’atto si attestava la “completezza” dell’istruttoria, tuttavia incredibilmente nella “camicia” mancava la firma del dirigente del settore proponente. A quanto pare i dubbi erano leciti. Infatti, il dirigente del settore che avrebbe dovuto istruire la delibera, quello Giuridico (all’interno del dipartimento di Organizzazione, Risorse Umane) circa tre settimane fa ha protocollato una missiva (prot. n. 0390092 del 19/11/2018) rivolta al direttore generale Bruno Zito e all’assessore al Personale Maria Teresa Fragomeni in cui denuncia un fatto molto serio. «Nella nota – spiegano dal Csa-Cisal – il dirigente Sergio Tassone ricorda come già il 21 marzo scorso (a nemmeno due mesi dalla nomina) avesse scritto che “tali deliberazioni, pur trattando materie di competenza del settore da me diretto, recano la firma del solo dirigente generale, anche se nella parte dispositiva delle stesse, si attesta che ha partecipato all’istruttoria ed ha reso i pareri di regolarità il Dirigente del settore”». Insomma, il manager aveva avvertito che in quella delibera del 31 gennaio c’era qualcosa che non quadrava: si attestava implicitamente che Tassone aveva preso parte all’istruttoria e avesse dato il “visto di conformità”. Ma il manager dice che non è vero.

«NOMINA DA ANNULLARE» Evidentemente, la segnalazione dell’avvocato Sergio Tassone non è stata presa in considerazione a lungo. Così nella missiva del 19 novembre (quindi a quasi 10 mesi dalla nomina della Palumbo), il dirigente scrive ancora: «Posto che a tutt’oggi… non si è provveduto ad annullare la deliberazione n. 30, nella parte in cui si prende atto che “il Dirigente generale e il Dirigente del Settore del Dipartimento proponente (cioè quello diretto dallo stesso Tassone) attestano che l’istruttoria è completa e che sono stati acquisiti tutti gli atti ed i documenti previsti dalle disposizioni di legge e di regolamento che disciplinano la materia. In quanto – prosegue il dirigente del Settore giuridico – lo scrivente non ha mai istruito la delibera, né tantomeno dattiloscritto la stessa, si invita a voler provvedere a quanto richiesto, in attuazione della normativa vigente”». 
«Non ci vuole un esperto – osserva il sindacato Csa-Cisal – per capire che il dirigente Sergio Tassone sta denunciando a chiare lettere che nella delibera di nomina c’è scritto un falso, con l’aggravante che non è stato mai corretto. Sì, non stiamo leggendo l’antologia dei paradossi ma, in sostanza, che la Regione è riuscita a nominare la Responsabile dell’Anticorruzione e della Trasparenza con un atto poco trasparente».

LA “GIORNATA DELLA TRASPARENZA” Il cortocircuito è senza precedenti. «Crediamo – aggiunge il sindacato – che una segnalazione del tenore di quella fatta dal dirigente Sergio Tassone debba finire dritta dritta sulla scrivania di Raffaele Cantone dell’Anac. E scommettiamo che vedendola non potrebbe che rimanere costernato. E del resto con quale credibilità la responsabile dell’Anticorruzione potrebbe garantire per l’Ente intero affidabilità e trasparenza in presenza di questa anomalia nell’atto della sua nomina? Magari, proprio nel corso del seminario di lunedì prossimo: “Giornata della Trasparenza 2018”, l’assessore al Personale, il segretario generale, il presidente della giunta e la stessa responsabile dell’Anticorruzione potrebbero relazionare proprio sulla nomina della Palumbo. Avranno vicino il procuratore regionale della Corte dei Conti e il presidente della seconda sezione del Tar Calabria. Siamo veramente curiosi di capire – conclude la nota il sindacato – come faranno a parlare di Trasparenza di fronte a queste personalità».

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