«No ai festeggiamenti dei 100 giorni». E il liceo si ribella alla preside

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La dirigente del “Filolao” di Crotone vieta l’utilizzo degli spazi esterni: «L’anno scorso fuochi d’artificio non autorizzati». Adesso gli studenti si rifiutano di effettuare la prova Invalsi

La “preside” vieta i festeggiamenti dei 100 giorni e gli studenti si rifiutano di effettuare la prova Invalsi. È accaduto al liceo scientifico “Filolao” di Crotone. Gli studenti delle classi quinte hanno chiesto alla dirigente scolastica, Antonella Romeo, per i giorni 4, 5 e 6 aprile prossimi, l’utilizzo degli spazi esterni in occasione dei tradizionali festeggiamenti dei “100 giorni”.
La dirigente ha bocciato la richiesta per una questione di sicurezza. In una lettera inviata al prefetto, alle forze dell’ordine, al sindaco, ai genitori e agli stessi studenti ha, infatti, sottolineato che lo scorso anno, in occasione della festa “dei “100 giorni”, nel cortile dell’istituto scolastico «si è verificata la presenza di numerosi autoveicoli» ed «è stato organizzato uno spettacolo di fuochi d’artificio non autorizzato». Questa festa, quindi, non sa da fare. La risposto degli studenti non si è fatta attendere e questa mattina hanno incrociato le braccia.
«Alcuni alunni della classe quinta I – scrive la dirigente – si sono rifiutati di svolgere le prove Invalsi di inglese previste per oggi». Le prove sono obbligatorie e sono state spostate a lunedì prossimo, sempre che la protesta sarà rientrata. Il rifiuto di effettuare la prova obbligatoria non è stata l’unica manifestazione di protesta, perché, così come si legge nella nota inviata dal dirigente alle forze dell’ordine, «alcuni alunni si sono seduti nei corridoi e non hanno inteso svolgere le attività didattiche».
Alla protesta nei corridoi hanno partecipato «tutte le classi quinte, esclusa la B» e «le classi terza F, seconda C e prima L». La dirigente teme che l’iniziativa possa essere riproposta nei prossimi giorni e magari coinvolgendo anche gli alunni delle classi fino a ora non coinvolte. Ecco perché ha chiesto la collaborazione delle forze dell’ordine e «in particolare delle famiglie e degli alunni».

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