Traffico illegale di rifiuti, in 38 rischiano il processo. A Siderno la base di una presunta associazione

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L’indagine “Dirty Iron”, letteralmente “ferro sporco”, su un presunto traffico di rifiuti speciali con base operativa a Siderno, è approdata dinanzi al gup di Reggio Filippo Aragona, che ha fissato per il 16 ottobre la prima udienza preliminare nei confronti di 36 persone fisiche e 2 giuridiche, per i quali la Procura reggina, competente per materia, ha chiesto il rinvio a giudizio.

La complessa attività di indagine è stata avviata nel 2012 e compendiata nelle informative del Nucleo investigativo di Polizia ambientale, agroalimentare e forestale dei Carabinieri di Reggio, del Compartimento di Polizia ferroviaria di Reggio e del Gruppo Carabinieri di Locri, in particolare della Stazione di Sant’Ilario dello Ionio.

L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura distrettuale antimafia reggina, dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e dai sostituti Antonella Crisafulli e Simona Ferraiuolo, e, secondo gli inquirenti, ha portato alla luce un’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti speciali, alla quale avrebbero fornito un concreto e sistematico contributo numerosi soggetti terzi, sia ditte (molte delle quali sprovviste della dovuta iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali) che singoli privati. Per gli inquirenti alcuni rifiuti, provenienti anche da raccoglitori ambulanti e da soggetti non autorizzati a svolgere attività di raccolta e trasporto, venivano conferiti alla ditta dietro corrispettivo in denaro, quantificato in base alla tipologia e al peso del rifiuto consegnato, per poi essere destinati ad altri cicli produttivi, senza subire alcun preliminare trattamento di recupero. Dalle indagini è emerso che le tariffe applicate ai conferitori da parte di una delle ditte con sede operativa a Siderno sarebbero state 7 centesimi per il ferro leggero e 3 euro al kg per il rame.

Uno dei tronconi dell’indagine dei Carabinieri, inizialmente sotto la direzione della Procura di Locri, successivamente confluita per competenza alla Dda, ha interessato l’aspetto “affaristico” relativo al business derivante dalla gestione ambientale dei rifiuti non solidi urbani. In particolare, le diverse forze dell’ordine impegnate nel controllo del territorio si sono imbattute, il più delle volte, in soggetti «prevalentemente di origine straniera o rom, dediti alla raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti di genere, i quali adoperavano dei veicoli non conformi alla legge di settore – si legge nel decreto di sequestro – ma ancor più, sprovvisti per esempio anche della documentazione necessaria per la semplice circolazione su strada». Questi soggetti conferivano i materiali rinvenuti presso la ditta di riferimento, la quale «in completa violazione delle disposizioni in materia, si approvvigionava di rifiuti di ogni categoria indebitamente raccolti». 

Nell’interesse degli indagati interverranno, tra gli altri, gli avvocati Taddei, Grace, Severino, Agostino, Mazzaferro, Alvaro, Strati, Ceruso, Staltari, Fuda, Nocera e Belcastro.

indgati:

Antonio Campiti

Salvatore Campiti

Carmelo Campiti

Giuseppe Campiti

Marianna Parisi

Domenica Patrizia Rodà

Rocco Larosa

Antonio Macrì

Giulio Versace

Florin Curt

Mario Berlingeri

Ulisse Panaia

Arturo Traiano

Catalin Ionescu

Ion Tudorache

Fiore Bevilacqua

Benedetto Bevilacqua

Cosimo Bevilacqua (cl. ’81)

Cosimo Fuda

William Diano

Antonino Rodà

Rosita Larosa

Domenico Bruzzese

Giuseppe Falco

Fabio Carabetta

Marian Ene

Nino Morello

Andrea Bevilacqua

Cosimo Berlingeri

Cosimo Merenda

Massimo Amato

Petre Ionescu

Cosimo Bevilacqua (cl. ’87)

Antonio Bevilacqua

Romano Amato

Vincenzo Bevilacqua

Ferro Sud di Parisi M. & C. srl

Lo.Ca.Fer. srl

Sott’accusa anche due società

FONTE Rocco Muscari (gazzetta del sud)

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