CHIRILLO (CONFESERCENTI): “LA MANOVRA? SCRITTA DA TOTÒ E ALDO FABRIZI”

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“Si va a colpire chi ha sempre pagato. Chi apre un negozio è tartassato a prescindere”

CATANZARO – “La manovra economica del Governo? Colpisce chi ha sempre pagato”. È caustico il commento di Francesco Chirillo, presidente di Confesercenti Calabria Nord, sulla Legge di Bilancio 2020. Un giudizio che non manca di sollecitare molti altri spunti di riflessione. “Nel 1959 erano stati Totò e Aldo Fabrizi a interpretare la dinamica tra il piccolo commerciante e il fisco italiano – ironizza Chirillo. – E quell’idea cinematografica sembra essere rimasta immutata, dopo 60 anni, nella mente di chi ci governa. Chi apre un negozio, chi si presenta dinanzi allo Stato mettendoci la faccia e una partita Iva, va tartassato, a prescindere”. Secondo Chirillo “risultano evidenti i limiti di una manovra poco espansiva, che punta solo a fare cassa sulla pelle di chi lavora, ovvero delle piccole e medie imprese italiane”. E le Pmi “che dovrebbero essere considerate la chiave del rilancio della crescita economica, invece, risultano oggetto di interventi a dir poco oppressivi, per non dire che sono perseguitate: fatti che scoraggiano gli stimoli a fare impresa e favoriscono solo la recessione e il tracollo del Pil”. “Ho letto una stima – spiega Chirillo – in base alla quale, in media le Pmi e le cosiddette partite Iva italiane sono passibili di ricevere 122 controlli l’anno da parte di ben 19 autorità diverse. Giusto. Ma nessun altro settore pubblico o privato vive in questa nazione situazioni analoghe!”. “Tornare a investire sul problema lavoro” è l’invito accorato di Francesco Chirillo. Che ribadisce: “In questo momento critico dell’economia nazionale, con un Paese fermo che è il malato cronico d’Europa e i consumi fermi al palo, solo le piccole imprese, il commercio, gli artigiani, i liberi professionisti possono garantire nuova e solida occupazione. La necessità di agire per sostenere questi settori appare di una chiarezza indubitabile. Eppure, stiamo qui a parlare dell’esatto contrario. Perché?”.

Francesco Pungitore

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