Dom. Gen 24th, 2021

Dopo il “no” di Viminale e Prefettura l’amministrazione segue la stessa procedura bocciata dal Tribunale di Locri

Viminale e Prefettura lo hanno detto e il Tribunale di Locri per questo lo ha anche dichiarato decaduto: il sindaco leghista di Riace, Antonio Trifoli da dipendente a tempo determinato del Comune non può godere dell’aspettativa non retribuita per motivi elettorali. Il messaggio però non deve essere stato recepito dall’amministrazione, che dopo aver presentato ricorso contro la sentenza di ineleggibilità del sindaco, gli ha anche nuovamente concesso un nuovo periodo di aspettativa fino a fine mandato.

L’ENNESIMA ASPETTATIVA Il provvedimento – una delibera di Giunta – porta la data del 2 dicembre scorso. All’epoca, Trifoli era appena tornato a indossare la fascia tricolore grazie al ricorso contro la sentenza che lo ha dichiarato decaduto, ma a quella seduta di Giunta non si è presentato. A lui tuttavia hanno pensato il suo vicesindaco, Franco Salerno, e l’assessore Teresa Gervasi, che con parere favorevole del responsabile “Area vigilanza” Cosimo Capone, hanno “preso atto” e approvato la richiesta di aspettativa presentata dal sindaco. Un modo per ammettere che il sindaco è a tutti gli effetti un dipendente del Comune e non fa capo alla Regione, come lui ha sempre sostenuto? Magari lo valuteranno i giudici dell’appello.

REGALI PER (PARTE) DELLA COMUNITÀ Nel frattempo, tornato in servizio, Trifoli non ha perso tempo. Fatta eccezione per pomeriggi e serate passati ad applaudire Matteo Salvini, con tanto di selfie ricordo dell’evento, o ad occupare i locali del municipio per personalissime autodifese pubbliche, si è prodigato per la comunità riacese. O meglio, per parte della comunità riacese. E dopo aver approvato una consulenza da 15mila euro per il cugino, ha proceduto all’assunzione di cinque nuovi messi comunali per la riscossione di crediti pregressi, che dovrebbero andare a rafforzare i ranghi della società cui è appaltato il servizio. Un esercito in rapporto a una popolazione di 900 anime effettive e assai meno nuclei familiari.

MESSI EXPRESS Da delibera, la selezione dovrebbe avvenire all’esito di un esame sostenuto al termine di un corso di due giorni, ma in realtà – spiegano in paese – il tutto si svolge in massimo tre ore, trasferta dal Comune al Santuario di Riace per sostenere la prova finale inclusa. L’esame è un test a risposta multipla e gli unici requisiti richiesti sono il diploma di scuola superiore e il non aver riportato condanne penali, il tutto semplicemente autocertificato.

E QUALCHE BUGIA Passano i giorni e il 9 dicembre, arrivano le determine di assunzione. Peccato che fra i nuovi messi ce ne sia uno, Cristopher Panetta, che magari ha passato l’esame, ma ha anche inanellato una serie di bugie perché non solo non avrebbe finito le superiori, ma ha anche incassato una condanna per furto a 8 mesi. Ma a quanto pare, in un paese di 900 anime, il dettaglio è passato inosservato.

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