Sab. Ott 16th, 2021

Cosa ti attira maggiormente? La strada più breve e dritta o quella più lunga con curve e vista mare?

Anche se la chiamano la strada della morte scelgo sempre la statale ionica 106. Perché? Perché “….dietro una giungla di pensieri/con l’aiuto di un macete /mi libero della sete /e dei ricordi di ieri….” Questo è l’effetto che mi fa percorrerla (canticchiando un pezzetto di “Blue Dalhia” del cantautore Fabio Macagnino). E quando hai come compagno di viaggio il mare poi, che vuoi di più?

Che tu scelga la 106 o l’Autostrada del Mediterraneo (cioè l’impuntura, per chi è pratico di cucito, sul fianco tirrenico) arrivi agli estremi di quello che io chiamo il “punto vita” della Calabria e precisamente a Marina di Gioiosa se decidi per lo Ionio e a Rosarno se per il tirreno. La distanza tra i due opposti è una bella cintura che stringe la regione da parte a parte: la Strada di Grande Comunicazione Ionio-Tirreno. La imbocco sempre dalla ridente Gioiosa salutando con lo sguardo il Musaba di Nik Spatari a Mammola e il paese di S.Giorgio Morgeto (che di notte poi assomiglia ad un bellissimo presepe). Lo stradone pieno di viadotti è un percorso che attraversa la rigogliosa vegetazione appenninica passando per il suo punto più alto che è il Monte Limina. Violata la Limina per una delle gallerie più lunghe d’Italia con i suoi 3,2 Km, si esibiscono sul mio cruscotto la piana di Gioia Tauro con il porto e il blu del mar Tirreno con, se il sole fa da riflettore sulla scena, le Isole Eolie. Una meraviglia, giuro!

Presa l’uscita Cinquefrondi-Polistena proseguo stavolta verso Cittanova, comune aspromontano. Allora marce basse e un po’ di curve in salita.

D’inverno fa freddino ma d’estate è un paradiso dove trovare ossigeno al riparo dal torrido della costa.

Cittanova è….Come descriverla!? Sembra un pacifico Buddha seduto a meditare in mezzo alla natura ai piedi dell’Aspromonte.

E’ anche storia, cultura, poesia, musica, teatro, arte, chiese. Dieci per l’esattezza. Di queste una su tutte ha catturato la mia attenzione per la bianca facciata e le bellissime statue che la adornano: la Chiesa Matrice dedicata a S. Girolamo con la sua enorme campana fusa nel 1303 e rifusa nel 1819 che porta l’immagine del Santo. Al suo interno una pregevole statua in legno di tiglio raffigura S. Girolamo con un leone ai suoi piedi. Per la precisione dell’intaglio e per i particolari anatomici la statua quasi non sembra una statua!

Del centro vi colpirà la bellezza delle sue architetture con alcune viuzze molto strette e numerosi palazzi, (molti quelli ottocenteschi), le cui pareti sono state tra le prime in Calabria ad accogliere dei murales. Passeggiando vi imbatterete nei versi degli scrittori cittanovesi sulla Via dei Poeti: un percorso inaugurato lo scorso Agosto 2020 che lega idealmente i luoghi più significativi di Cittanova alla sua tradizione letteraria sempre viva grazie a questa iniziativa e non solo.

Infatti Cittanova è la città del tetro d’eccellenza, il “Rocco Gentile” per la precisione, che ha ospitato e continua ad ospitare rassegne teatrali di grande livello. A diciassette già le edizioni.

La propensione naturale di questo comune verso l’arte teatrale è testimoniata dal fatto che ha sede proprio qui la Scuola di Recitazione della Calabria. Insomma un vero e proprio punto di riferimento per gli appassionati ed epicentro culturale per l’intera Regione.

Ma passiamo adesso alla Natura, che scrivo con la n maiuscola perché a Cittanova è davvero prepotente.

La sua Villa Comunale è la più bella che io abbia mai visto e non per niente è unica in Europa. E’ monumento nazionale naturalistico riconosciuto dal Ministero per i beni e le attività culturali, voluta dal sindaco Carlo Ruggero durante il suo mandato (1880-1885) e a sue spese. Un immenso giardino in stile inglese e italiano in cui perdersi in mezzo all’ infinità di piante autoctone e straniere anche rarissime che sono cresciute grazie all’ ottimale combinazione di clima e proprietà del suolo. Abeti e pini di diversa provenienza, cedri, ciliegi, oleandri, sequoie, alberi dei sigari e dei tulipani, fiori del paradiso, melograni, mandarini cinesi e…. difficile elencarle tutte perché centinaia. Un giro in Villa è un giro per il mondo vegetale anche preistorico. Pensate che simili alle palme nell’ aspetto sono alcuni esemplari di Cycas Revoluta che dal punto di vista evolutivo sono testimoni dell’antica flora del Giurassico.

Quando ci sono dentro mi perdo tra il cinguettio degli uccelli, il rumore dell’acqua delle sue fontane e il suono del vento che accarezza le fronde degli alberi. Questo polmone verde viene attentamente curato e mantenuto sempre in ordine. E’ un rifugio per l’anima, soprattutto se accaldata d’estate.

Ma Cittanova è ancora di più. E’ il colore delle maschere e dei suoi bellissimi carri allegorici a carnevale; è il profumo dei piatti a base di stocco lavorato in maniera insuperabile grazie all’ acqua delle sorgenti aspromontane ricche di oligominerali che ne consentono la maturazione ottimale nelle fasi di ammollo.
Insalata di stocco, stocco con i peperoni arrostiti, in umido con pomodoro, con fagioli e peperoncino, con i broccoli, con patate e olive, fritto in pastella e…non mi ricordo più in quali altri mille modi. Ah sì, la morte sua è con spaghetti e pomodorini! L’ho assaggiato in tutti i modi e credetemi che anche solo per questo Cittanova vale il viaggio!

Perciò prendete il taccuino e annotatevi un altro Post in Calabria che vi lascerà a bocca aperta! Perché per emozionarsi non serve andare lontano macinando migliaia di chilometri. La bellezza è lì dov’ è sempre stata: dietro l’angolo!

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