Dom. Apr 21st, 2024

Intrighi nell’ombra: un architetto e un radiologo coinvolti. L’inchiesta svela una corsia preferenziale in sanità per il boss latitante, con il Procuratore De Lucia che denuncia una persistente omertà

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Il blitz dei Carabinieri del Ros ha portato all’arresto di tre persone ritenute coinvolte nell’assistenza al boss mafioso Matteo Messina Denaro durante la sua latitanza. L’architetto Massimo Gentile e il tecnico radiologo Cosimo Leone, dell’ospedale di Mazzara del Vallo, sono stati accusati di associazione mafiosa, mentre Leonardo Gulotta è stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa. L’inchiesta, coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dai pm Gianluca De Leo e Piero Padova, ha portato anche a perquisizioni in Lombardia e nella provincia di Trapani.

Sospetti su Esami Medici Veloci e Cellulare Clandestino

Durante la sua latitanza, Messina Denaro ha beneficiato di una sanità efficiente, con esami medici rapidi e trattamenti privilegiati. Si sospetta che un tecnico radiologo dell’ospedale di Mazara del Vallo, Cosimo Leone, abbia facilitato una Tac urgente per il boss, anticipandola più volte. Leone avrebbe anche fornito un cellulare al latitante durante il suo ricovero, facilitando i contatti con l’esterno.

Accuse di Omertà e Supporto Criminale

Il procuratore De Lucia ha denunciato una persistente omertà riguardo alle attività di Messina Denaro e alla sua rete di supporto. Si sospetta l’esistenza di una vasta rete di sostegno, ancora in gran parte sconosciuta, che ha consentito al boss di rimanere latitante per anni, fornendogli documenti falsi, veicoli e assistenza medica clandestina.

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