Dom. Apr 14th, 2024

Sembra quasi un progetto preciso, per quanto non se ne capisca la ratio: la riaffermazione dell’italianità che rischia di cancellare piccoli pezzi del Paese. Il vicepremier Matteo Salvini chiede da Porta a Porta che le classi siano a maggioranza di italiani in nome del sovranismo. Tuttavia, il rischio è che in molti borghi le scuole chiudano i battenti.

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Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, in controtendenza, rilancia: troppi ragazzi stranieri porterebbero addirittura “disgregazione e caos”, concetti che il capo del dicastero lega alla “realizzazione della società del melting pot, dove ognuno pensa e fa ciò che vuole”.

Dalla Calabria arrivano storie di segno opposto: grazie alla presenza di alunni stranieri in alcuni borghi, le classi sono rimaste aperte. Ad esempio, ad Acquaformosa, un piccolo centro arbereshe del Cosentino, si è creata economia attorno all’accoglienza e “un sistema che ha consentito di conservare un servizio primario come la scuola”. Questo approccio di inclusione e opportunità di crescita ha contribuito a contrastare lo spopolamento nelle aree interne della Calabria.

In sintesi, mentre la discussione sulla composizione delle classi scolastiche continua, alcune realtà calabresi dimostrano che l’accoglienza e l’integrazione possono essere risorse preziose per la sopravvivenza dei borghi.

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