Sab. Giu 15th, 2024

L’emorragia demografica e i rischi per l’economia e l’istruzione superiore

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La Calabria si trova ad affrontare una crisi demografica senza precedenti, con conseguenze devastanti per il suo futuro. Secondo l’Istat, negli ultimi 20 anni la regione ha perso oltre 162.000 giovani, rappresentanti quasi un terzo della popolazione di età compresa tra 18 e 34 anni nel 2002. Questo spopolamento accelera l’invecchiamento della popolazione, creando una spirale negativa che mina le basi stesse dell’economia e dell’istruzione superiore.

L’emorragia demografica è un fenomeno nazionale, ma in Calabria assume proporzioni particolarmente gravi. Senza interventi mirati, entro il 2041 potremmo assistere a un ulteriore calo del 27% degli iscritti nelle università del Sud, secondo le previsioni della Svimez. La popolazione del Mezzogiorno è destinata a diminuire drasticamente, con una proiezione che prevede una perdita di 8 milioni di residenti entro il 2080.

Questo declino demografico ha gravi ripercussioni sul sistema universitario calabrese. Le previsioni indicano un calo significativo degli iscritti nei prossimi anni, con un impatto devastante su istituti come la Magna Graecia di Catanzaro, l’Unical e la Mediterranea. Le storie di giovani laureati che lasciano la regione in cerca di opportunità migliori sono sempre più comuni, lasciando dietro di sé un vuoto di talento e potenziale che mina ulteriormente il futuro della Calabria.

Questa crisi non riguarda solo la Calabria, ma coinvolge l’intero Paese. L’emigrazione giovanile ha colpito duramente molte regioni, con il Mezzogiorno che si trova in cima alla lista degli stati più colpiti. L’unica eccezione è rappresentata dal Trentino Alto Adige, mentre regioni come l’Emilia Romagna, la Lombardia e il Lazio hanno subito perdite meno gravi.

È urgente adottare politiche volte a contrastare questo declino demografico e a creare opportunità per i giovani nella regione. Solo così la Calabria potrà invertire il suo destino e costruire un futuro più luminoso per le generazioni a venire.

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