Mar. Giu 25th, 2024

Sarà presentato sabato 20 aprile, alle ore 17.30, nella Sala dell’Arazzo, all’interno della Cittadella Vescovile, a Gerace, il libro “La cattedrale di Gerace – L’impronta ottoniana tra Bizantini e Normanni nell’Italia meridionale” di Attilio M. Spanò (Gangemi editore), uno studio originale e innovativo la cui pubblicazione è stata promossa dal Gal Terre Locridee nell’ambito di “Locride2025”.
Una partecipata anteprima si è svolta a Roma, nello Spazio Gangemi – Sala Mostre & Convegni, alla presenza del presidente del Gal Terre Locridee, Francesco Macrì, di studiosi quali la professoressa Margherita Tabanelli dell’Università di Berlino, il presidente della Fondazione Camillo Caetani, Antonio Rodinò di Miglione, e dell’autore, Attilio Spanò.
All’attesa presentazione geracese interverranno il direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Locri-Gerace, Giuseppe Mantella, l’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo, il sindaco ff di Gerace Salvatore Galluzzo, il presidente del Gal Terre Locridee, Francesco Macrì, e il direttore Guido Mignolli, il professore di Storia dell’Arte Medievale della Sapienza di Roma, Pio Pistilli, e la direttrice del Museo e Parco Archeologico nazionale di Locri, Elena Trunfio. Attilio Spanò guiderà i presenti attraverso la Cattedrale per illustrare, in maniera diretta, i principali temi del suo studio.
«Sono molti i fattori che spingono a riconoscere nella cattedrale di Gerace la testimonianza di una cultura estranea sia al mondo normanno sia a quello bizantino, e questi non sono solo di tipo architettonico-costruttivo. Appare importante comprendere quale fosse il ruolo della città, all’epoca dell’invasione normanna. I decenni a cavallo del passaggio del millennio, infatti, vedono una sorta di fluidità sia culturale sia politica, una vera e propria frammentazione sociale che, principalmente nel Mezzogiorno d’Italia, non permette di affermare né la presenza di una cultura dominante né un’appartenenza religiosa definibile» scrive Attilio Spanò nel libro. «Pur nella sua monumentalità, la cattedrale di Gerace ripropone una tipologia di estrema semplicità, che rimanda a quel lungo e delicato processo di armonizzazione di masse plastiche e monumentali che concorrevano a definire i grandi edifici di età carolingia. Non è un caso, infatti, che le basiliche “a transetto regolare” di area renana, che mostrano un equilibrio formale eccezionale, si identifichino col modello imperiale, siano strettamente collegate alla figura di Ottone II di Sassonia e si diffondano in tutta Europa verso la fine del X secolo».
Una tesi innovativa, che trova corpo in circa 250 pagine fitte di analisi, confronti, approfondimenti, per un affascinante viaggio nella storia della Calabria, attraverso lo studio di un’opera monumentale come la Cattedrale di Gerace. Spanò ribalta la storiografia ufficiale, offrendo una lettura non convenzionale ma comunque di grande rigore scientifico che indaga attraverso le stratificazioni storiche e architettoniche della Cattedrale e dei contesti socio-politici in cui è nata e indica una chiara matrice ottoniana.

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