Sab. Giu 15th, 2024

Il collaboratore di giustizia, Lorenzo Bruzzese, ha dichiarato di essere stato avvicinato da due individui mentre si trovava nella sua località protetta. Questi soggetti , come riportato dalla Gazzetta del Sud, lo hanno raggiunto e gli hanno intimato di non comparire in tribunale durante l’udienza programmata per il 20 settembre. La denuncia di questo grave episodio è stata presentata dallo stesso Bruzzese questa mattina, davanti al Tribunale di Palmi, dove è attualmente in corso il processo noto come “Faust”, che riguarda le organizzazioni criminali legate alla ‘ndrangheta.

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I due individui sembravano essere ben informati sulla residenza di Bruzzese e si sono presentati alla sua porta. Hanno comunicato a Bruzzese che, per il momento, non gli sarebbe stato fatto del male, ed al contempo gli hanno richiesto di ritrattare tutte le sue precedenti dichiarazioni fatte ai pubblici ministeri riguardo alla ‘ndrangheta di Rosarno.

Oggi, Bruzzese si è presentato in tribunale per essere interrogato dal sostituto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, Sabrina Fornaro, e dal presidente del Tribunale di Palmi, Francesco Petrone. Durante l’interrogatorio, riporta ancora la Gazzetta del Sud, Bruzzese ha confermato le accuse precedentemente formulate durante le indagini contro la cosca Pisano, conosciuta come “i Diavoli”, e ha fornito ulteriori dettagli sulle attività illegali della famiglia di ‘ndrangheta nel territorio, tra cui il traffico di droga, il contrabbando di armi, le estorsioni e l’usura.

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