Mar. Giu 18th, 2024
(FILES) A general view shows a special courtroom on January 13, 2021 prior to the opening of the 'Rinascita-Scott' maxi-trial in which more than 350 alleged members of Calabria's 'Ndrangheta mafia group and their associates go on trial in Lamezia Terme, Calabria. Hundreds of alleged mobsters will be sentenced on November 20, 2023 by an Italian court, the culmination of a historic, nearly three-year trial against Calabria's notorious 'Ndrangheta mafia. (Photo by Gianluca CHININEA / AFP)

Sentenza ribadisce la complessità delle cosche locali e le loro influenze nella provincia, con alcune condanne annullate e nuovi giudizi disposti

Continua dopo la pubblicità...


JonicaClima
amacalabria
Calura
MCDONALDAPP
InnovusTelemia
stylearredamentiNEW
E120917A-0A80-457A-9EEE-035CEFEE319A
FEDERICOPUBB
CompagniaDellaBellezza00
previous arrow
next arrow

Nel processo d’appello relativo alla presunta presenza della ‘ndrangheta nella provincia vibonese, è stata ribadita l’unitarietà dell’organizzazione criminale secondo quanto riportato dalle motivazioni rese note. I giudici hanno confermato gran parte delle condanne emesse in precedenza, evidenziando la complessità e l’interconnessione delle varie cosche all’interno della ‘ndrangheta.

Una parte significativa della sentenza si è concentrata sull’esistenza di diversi “locali” di ‘ndrangheta nella provincia, come il locale di Zungri e quello di Vibo Valentia. Si è evidenziata la presenza di diverse famiglie criminali impegnate nella contesa delle zone di influenza, come i Mancuso, i Lo Bianco-Barba, i Mantella e i Ranisi.

Tra i locali riconosciuti durante il processo ci sono anche quelli legati alla cosca Fiarè di San Gregorio d’Ippona e alla ‘ndrina di Maierato e Filogaso. Le prove presentate includono dichiarazioni di collaboratori di giustizia e intercettazioni che confermano l’attività criminale di queste organizzazioni su vasta scala.

Inoltre, la sentenza ha annullato alcune condanne precedentemente emesse e ha restituito alcuni casi al giudice di primo grado per un nuovo giudizio, inclusi quelli di Francesco Gasparro, Pasquale Gallone e Domenico Macrì. Altri imputati sono stati assolti per non aver commesso il reato o per mancanza di prove.

L’analisi dei “locali” della ‘ndrangheta nella provincia vibonese rivela la complessità e l’entità dell’organizzazione criminale sul territorio, confermando le preoccupazioni sul suo radicamento e la sua capacità di influenzare e controllare diverse attività illecite nella regione.

Print Friendly, PDF & Email