Sab. Giu 15th, 2024

Oltre cento imputati accusati di frodi informatiche affrontano la giustizia a Reggio Calabria

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Oltre cento imputati, per la maggior parte con accuse marginali, affrontano il processo “Fullones” davanti al Tribunale collegiale, con la dottoressa Silvia Capone come presidente e le colleghe Greta Iori, Costantino e Carla Costantino come giudici a latere. La parte lesa, una delle numerose vittime di truffe informatiche, è al centro di questo procedimento legale.

L’accusa principale, con varie sfaccettature di responsabilità, è l’appartenenza a una vasta rete criminale dedita alle truffe online, con sede operativa e menti criminali a Reggio Calabria. Secondo l’accusa, sostenuta dai pubblici ministeri Vittorio Fava e Sara Prezzan insieme ai Carabinieri della Stazione “Reggio Principale” e della Compagnia cittadina, un gruppo di esperti in phishing avrebbe commesso decine di frodi informatiche. Questi hacker della microcriminalità sono capaci di svuotare i conti bancari grazie alla loro abilità nel penetrare nei sistemi informatici e telematici delle istituzioni finanziarie, una volta scoperti i codici d’accesso necessari – spesso mantenuti segreti, come raccomandano gli istituti bancari stessi.

Le accuse specifiche comprendono associazione a delinquere finalizzata alla commissione di molteplici reati, tra cui accesso illegale a sistemi informatici o telematici, detenzione e diffusione illecita di codici d’accesso a sistemi informatici o telematici, frode informatica e riciclaggio.

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