Mar. Giu 25th, 2024

Il 25 aprile, data simbolo per l’Italia, avrebbe dovuto essere un’occasione di pacificazione e unità nazionale. Tuttavia, quest’anno le celebrazioni hanno destato polemiche e divisioni anziché promuovere la coesione. Il Circolo Tradizione Innovazione Siderno, con una nota, solleva critiche nei confronti della sinistra, accusandola di strumentalizzare la festa per fini politici e denigrare il governo legittimamente eletto. “L’uso strumentale di una festa, che dovrebbe essere di pacificazione, patrimonio di tutto il Popolo italiano (si, ancora con la P maiuscola!) per condurre una subdola e non veritiera battaglia contro il Governo, che occorre ricordare è stato legittimamente eletto, costituisce infatti un violento attacco alla democrazia”.

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Il circolo Sidernese continua dicendo che “E’ nel costume della sinistra, è vero, falsificare le cose, piegare la realtà a propri fini, ma quando questo avviene da parte delle istituzioni, sia pure locali, è fatto grave ed inquietante”. E’ quanto è avvenuto oggi a Siderno, dicono nella nota, dove il massimo rappresentante istituzionale ha ricollegato la lotta partigiana alla necessità di fare resistenza anche a quella che, secondo la vulgata sinistra, è un subdolo tentativo di instaurazione di regime, la cui evidenza consiste nella riforma della legge sull’aborto, nel premierato e chi più ne ha più ne metta. Non occorre che si smentisca passo passo l’accozzaglia di falsità di cui sopra, i cittadini ben lo sanno per fortuna e non votano questi pasdaran del diritto. E’ necessario però stigmatizzare il comportamento di chi, minoranza nel paese reale, tenta di imporre con un uso violento, distorto e strumentale delle idee altrui, le idee proprie. Violento e distorto perché falso e privo di confronto, strumentale perché introdotto in una celebrazione pubblica che dovrebbe appartenere a tutti e non solo a loro.

La nota si chiude parlando di una triste giornata per la Repubblica, non di unità ma di prevaricazione, costituisce il sedime della divisione e non dell’Unità della Patria. Quella unità di intenti e di pensiero che è necessaria per una Nazione evoluta e che si insegue da quasi ottanta anni. Quo uscque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

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