Mer. Giu 19th, 2024

L’avvocato Pino Mammoliti denuncia la precarietà della struttura e la mancata agibilità, mentre si attende il completamento della nuova sede in via Cosmano

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La caduta di alcuni calcinacci dal cornicione dell’immobile che ospita la sezione penale del Tribunale di Locri e la Procura della Repubblica avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi, sfiorando la testa di alcuni dipendenti presenti. A lanciare l’allarme è l’avvocato Pino Mammoliti, presidente della sezione locridea dell’associazione “Tribunale dei diritti del malato e del cittadino”, che sul proprio profilo Facebook ha evidenziato lo stato di precarietà della struttura, sollevando seri dubbi sulla sua sicurezza e reale agibilità.

«Le aule dell’attuale palazzo di giustizia – ha scritto Mammoliti – somigliano sempre più a un carnaio indistinto di persone e ruoli. In pochi metri quadrati (gli altri sono chiusi per lavori in corso) ci sono magistrati, cancellieri, avvocati, testimoni e imputati. Della qual cosa non interessa a nessuno. Soprattutto – aggiunge con amarezza – a chi quella condizione la vive quotidianamente».

Questa indifferenza, lamentata da Mammoliti, contrasta con gli annunci periodici sul completamento della nuova sede in via Cosmano. Il nuovo edificio, nelle intenzioni di chi l’ha progettato, dovrebbe diventare parte di un vero e proprio polo della sicurezza e dell’amministrazione giudiziaria. In quest’area, oltre alla sede del Gruppo, della Compagnia e della Stazione dei Carabinieri, dovrebbe sorgere anche la nuova sede della Guardia di Finanza, ma i lavori non sono ancora ultimati, lasciando il vecchio tribunale in condizioni critiche.

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