Gio. Giu 20th, 2024

Dopo 14 anni di Sfruttamento, il Prezzo delle Arance in Calabria sfiora i 40 Cent per Chilo, garantendo un futuro sostenibile per l’Agricoltura Locale.

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Finalmente, dopo 14 anni, l’industria dei produttori di arance in Calabria remunera adeguatamente la filiera agroalimentare del succo d’arancia. In passato, il prezzo medio delle arance in Calabria era di 5-7 centesimi di euro al chilo, una cifra del tutto insufficiente a coprire i costi di produzione e raccolta. Questa situazione alimentava una catena intollerabile di sfruttamento che colpiva lavoratori, agricoltori e anche i trasformatori rispettosi delle regole. Oggi, il prezzo è tra 30 e 40 centesimi di euro, quasi sette volte superiore.

Il lungo percorso di cambiamento ha visto protagonisti agricoltori e stabilimenti di spremitura delle arance. Il consigliere regionale Pietro Molinaro, presidente della commissione consigliare anti-‘ndrangheta, ha sottolineato come questo periodo sia stato una rigenerazione per la legalità in Calabria e nel resto d’Italia. Ha ricordato la demonizzazione che affliggeva questo comparto, culminata nella rivolta di Rosarno del 7 gennaio 2010, un evento che ebbe grande clamore nazionale e internazionale, sancito anche da un famoso articolo dell’Economist.

Da allora, si è creato un cortocircuito che ha portato alla legge per il contrasto al caporalato (n. 199 del 2016), alla ristrutturazione delle organizzazioni dei produttori e alla modifica delle normative sulle bevande, innalzando la percentuale minima di succo nelle bibite dal 12% al 20% per poterle etichettare come aranciate. Pietro Molinaro ha evidenziato come questo sia stato un periodo di rigenerazione della legalità, coniugando giustizia sociale ed economica, sintetizzato nel claim “Non lasciamo solo a Rosarno, coltiviamo gli stessi interessi.”

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