Dom. Mag 22nd, 2022

“Il messaggio che lei può portare domani è questo: la Commissione Antimafia sarà al mio fianco ma il primo compito che ho a Platì è di combattere la ‘ndrangheta primo nemico di questa comunità: se lei fa questa affermazione avrà il nostro aiuto”. A dirlo al neosindaco di Platì, Rosario Sergi ascoltato in Antimafia, è stata la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, nel corso di un a tratti acceso confronto con il primo cittadino di Platì, che giurerà domani da sindaco. “Se non ammettete che c’è la ‘ndrangheta, come fate a combatterla?”, gli ha chiesto. “Ci saremmo sentiti più tranquilli – ha aggiunto – se la sua candidatura non fosse stata sottoscritta da alcuni personaggi”.
“Lo Stato deve accompagnare Platì – ha poi detto Bindi – la prefettura le deve dare tutto il sostegno ma lei deve aiutare la sua comunità a non accusare lo Stato e assolvere così la mafia.
Lo Stato va sollecitato, la Calabria ha gli stessi diritti del Trentino, i cittadini di Platì sono come tutti gli altri, ma se c’è questa situazione a Platì è in parte responsabilità di una politica che non ha mai posto al centro la questione meridionale e l’unità vera del Paese ma l’altra causa, che va rimossa, è che la ‘ndrangheta lavora per tenere quella terra in un ricatto. Per questo per fare il sindaco di Plati bisogna combattere la ndrangheta”.
Bindi ha invitato Sergi a smettere di “giocare sull’ambiguità, come avete fatto in occasione della manifestazione contro il sottosegretario Minniti per assolvere la presenza della ‘ndrangheta nella vostra comunità”.
“La patologia – ha aggiunto Bindi al neosindaco, che aveva criticato il ricorso al commissariamento come soluzione di ogni male – non è lo scioglimento, anche noi lo riteniamo un atto grave, ma la patologia sono le cause che portano allo scioglimento di un comune. E se non si rimuovono le cause, poi non si può parlare male dello Stato e del commissariamento. In questa sindacatura se lei vuole rimuovere le cause che tengono Plati sotto scacco deve combattere la ndrangheta e poter usufruire di personale comunale competente e affidabile”.
“La ‘ndrangheta a Platì c’è come in molte altre parti d’Italia. La mia figura, comunque, è stata un pò calpestata”. A dirlo, nel corso della lunga audizione in Commissione Antimafia, è stato il neosindaco della cittadina calabrese, ROsario Sergi. “La mia è stata una vittoria del popolo – ha detto Sergi – da 20 anni a Platì non votavano 2500 persone, o vuol dire che sono tutti criminali?. Non è un mio problema se la mia lista è stata sottoscritta da alcuni personaggi, le firme non le ho autenticate io. Sarà mia cura sviscerare l’attività di queste persone”, ha aggiunto, rispondendo ai rilievi che gli sono stati mossi dalla presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi.
Ai deputati Francesco D’Uva (M5S) e Celeste Costantino (Sel) che gli chiedevano lumi a proposito della condizione delle donne nella cittadina, il neosindaco ha risposto che “da 5 anni le donne organizzano Miss Platì, vi partecipano ragazze del luogo, come tante attività sociali vengono promosse dalle donne. A Platì non siamo come i musulmani, tante attività coinvolgono le donne sul territorio, innanzitutto mia moglie”.

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