Lun. Mag 10th, 2021

Cinque ergastoli e 90 anni di carcere. Sono pesantissime le richieste di condanna avanzate ieri dal sostituto procuratore generale di Reggio Calabria alla Corte d’Assise d’Appello per gli imputati del troncone ordinario dell’inchiesta denominata “Faida dei Boschi”.
Nello specifico, ieri il pg ha chiesto alla Corte di confermare i due ergastoli precedentemente infittii a Vincenzo Gallace e Cosimo Giuseppe Leuzzi, accusati dall’Antimafia, di essere i mandanti dell’omicidio di Damiano Vallelunga, presunto boss di Serra San Bruno. Vallelunga fu ucciso il 27 settembre 2009 nei pressi del Santuario dei Santi Cosimo e Damiano di Riace. Il sostituto procuratore generale ha chiesto inoltre, alla Corte l’assoluzione, per intervenuta prescrizione, in relazione ad alcuni capi di imputazione che riguardano singole posizioni,
con conseguente diminuzione della pena per gli imputati. Il processo riprenderà il prossimo 27 aprile. L’inchiesta fu eseguita nell’agosto del 2012 quando i Carabinieri reggini hanno eseguito il blitz in cui finirono 16 persone in manette accusati di essere, a vario titolo, vicini alle cosche Ruga, Leuzzi e Vallelonga, operanti nei comuni di Monasterace, Caulonia, Stilo, Riace e Stignano.

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