IL “SALVA BORGHI” POTREBBE DIVENTARE UN TOCCASANA PER I PICCOLI COMUNI DELLA LOCRIDE

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Quali benefici puo’ portare ai Comuni della Locride la nuova legge sui piccoli Comuni ? Dopo il si bipartisan del Senato ( 28 settembre) il ddl ‘salva borghi’, che riguarda complessivamente 5585 Comuni è diventato legge . Gli Obiettivi principali sono quelli di favorire e promuovere lo sviluppo sostenibile economico, sociale, ambientale e culturale dei piccoli Comuni nonchè promuoverne l’equilibrio demografico favorendo la residenza. Quindi, incentivarne la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, rurale, storico, culturale e architettonico. Il ddl punta anche all’adozione di misure a favore dei cittadini che vi risiedono e delle attività produttive, per arginare lo spopolamento e per incentivare l’arrivo dei turisti. Riguarda i centri con residenti fino a 5.000 abitanti ma anche i comuni istituiti con la fusione tra centri che hanno, ognuno, popolazione fino a 5.000 abitanti. Interessati, sono la maggior parte dei Comuni della Locride – è piu’semplice, infatti, elencare quelli con popolazione superiore che sono soltanto Siderno, Locri, Roccella, Marina di Gioiosa , Gioiosa Jonica, Melito, Bianco, Bovalino,Caulonia e Ardore – e visto che la legge definisce anche altri parametri per beneficiare dei finanziamenti (comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico; comuni caratterizzati da marcata arretratezza economica; comuni nei quali si è verificato un significativo decremento della popolazione residente o caratterizzati da condizioni di disagio insediativo), è certamente facile capire quale può essere l’importanza di questa legge per l’intero comprensorio.Lo stesso presidente dell’assemblea dei Comuni della Locride, Francesco Candia che non solo è sindaco di uno dei Comuni interessati Stignano, ma è anche componente dell’ Anci e, quindi, bene addentro alle possibilità della nuova legge è fortemente convinto che ” è una occasione che i Comuni della Locride non possono e non devono perdere. Il mio invito agli altri colleghi – dice – è di attivarsi subito per cercare di sfruttare al meglio le possibilità che ci offre ed evitare di perdere questo ennesimo treno che potrebbe dare un forte imput al rilancio del territorio e alla sua qualità di vita”. La legge ha una dotazione complessiva di 100 milioni e serve a finanziare investimenti diluiti nel tempo (10 milioni di euro per l’anno 2017, e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023). Il ddl prevede la possibilità di individuare, all’interno dei centri storici, le zone di particolare pregio, dal punto di vista dei beni architettonici e culturali, da riqualificare con interventi, pubblici e privati, per riqualificare l’area urbana, rispettando le tipologie delle strutture originarie. La legge consente, fra l’altro, ai comuni in questione, di acquisire e riqualificare immobili per contrastare l’abbandono di terreni e di edifici, di acquisire o stipulare intese per il recupero di case cantoniere e di stazioni ferroviarie non più utilizzate e attribuisce ai piccoli comuni altre facoltà, anche in forma associata, per la salvaguardia e il recupero dei beni culturali, storici, artistici e librari degli enti ecclesiastici. E poi tutta una serie di possibilità dall’attuazione della banda ultralarga, al ricorso alla rete telematica gestita dai concessionari per favorire il pagamento di imposte e tributi, alla promozione del consumo e della commercializzazione dei prodotti agroalimentari provenienti da filiera corta o a chilometro utile. Si prevedono anche iniziative per la promozione cinematografica e un piano per l’istruzione destinato alle aree rurali che guarda in particolare al collegamento delle scuole poste in tali aree oltre alla istituzione di centri multifunzionali per fornire servizi anche in materia ambientale, sociale, energetica, scolastica e postale. Sulla carta, in effetti, un vero toccasana per i Comuni interessati. Sapranno fare (e ottenere) la loro parte i Comuni della Locride o ancora una volta la mancanza di buone ipotesi progettuali e/o la scarsa capacità operativa e la mancanza di coesione faranno perdere quest’altra buona possibilità di far crescere il territorio.

Aristide Bava

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