Mer. Gen 27th, 2021

“Ci siamo rotti i polmoni”, cittadini in presidio davanti ai cancelli dell’impianto di Coda di Volpe sequestrato più volte dalla magistratura

 Una protesta pacifica che intende sollevare l’attenzione sulle attività del depuratore consortile di località Coda di Volpe. L’impianto che serve ben 34 Comuni e dell’Area Urbana di Cosenza e sorge a ridosso dell’area mai bonificata in cui campeggia ancora il comino dell’ex inceneritore potrebbe essere ampliato. Nonostante i sequestri della magistratura il progetto da 35 milioni di euro per costruire le nuove vasche del depuratore del Consorzio Valle Crati non è stato ancora accantonato. Per questo motivo oltre 200 persone oggi pomeriggio, con in volto delle mascherine per ricordare le esalazioni maleodoranti che sono costretti a respirare, hanno presidiato i cancelli dell’impianto in segno di protesta.

Assenti i 34 sindaci che erano stati invitati a partecipare al presidio, mentre i vertici dell’azienda pare si siano dileguati frettolosamente all’arrivo dei primi manifestanti. Palese l’imbarazzo degli operai della Ge.Ko., la società che gestisce l’impianto. “Ci siamo rotti i polmoni”, “Morti di cancro, omicidio istituzionale” sono alcune delle frasi che campeggiavano sui cartelli che i residenti hanno esposto durante la protesta. Al termine dell’incontro i partecipanti hanno annunciato la mobilitazione per opporsi al raddoppio del depuratore non escludendo forme più accese di contestazione.

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