Omicidio Pagliuso, chiesto il processo per Marco Gallo

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L’udienza preliminare è stata fissata per il 19 febbraio. Nell’operazione “Reventinum” è emerso il su collegamento con la cosca Scalise. Il 33enne accusato di aver ucciso anche Gregorio Mezzatesta e Francesco Berglingieri

Si terrà il 19 febbraio l’udienza preliminare per Marco Gallo, accusato dell’omicidio dell’avvocato Francesco Pagliuso. La data della richiesta del rinvio a giudizio per il 33enne – richiesta firmata dal procuratore capo della Dda di Catanzaro Nicola Gratteri e dal pm Elio Romano – è stata fissata questa mattina. L’omicidio del legale lametino avvenne il 9 agosto del 2016 nel cortile della sua abitazione. Nella recente operazione “Reventinum” è emerso che Gallo era al servizio degli Scalise, una delle cosche dell’area della montagna del Lametino. La richiesta di rinvio a giudizio ricostruisce la dinamica dell’omicidio. Gallo, «a seguito di vari sopralluoghi e appostamenti», avrebbe atteso il rientro a casa della vittima e «una volta avvicinatosi allo sportello con finestrino aperto lato guida della Volkswagen Touareg» di Pagliuso, avrebbe esploso «numerosi colpi di arma da fuoco, dei quali tre attingevano» l’avvocato alla testa. Una «tipica esecuzione mafiosa», secondo l’accusa, messa in atto per vendicare l’uccisione di Daniele Scalise. Un omicidio di cui il gruppo criminale Scalise «reputava responsabile Domenico Mezzatesta, che era legato all’avvocato Pagliuso da un rapporto personale molto stretto (…) tanto da essere aiutato dallo stesso avvocato nel periodo della sua latitanza», durante il quale è avvenuta l’eliminazione di Daniele Scalise. È, dunque, nella “faida della Montagna” che si inserisce l’eliminazione eccellente di uno dei legali lametini più in vista.
Gallo è accusato anche di altri due omicidi, quello del dipendente delle Ferrovie dello Stato, Gregorio Mezzatesta e del fruttivendolo Francesco Berlingieri.

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