OPERAZIONE “EDERA”, CHIUSURA INDAGINI PER 44 PERSONE

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Coinvolti presunti affiliati al “Mandamento jonico e ai clan di Gioia Tauro e Rosarno

La Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha chiuso le indagini preliminari relative all’operazione “Edera”. Eseguita nel giugno scorso dai carabinieri del Ros e dei raggruppamenti territorialmente competenti, con il coordinamento della Dda di Reggio Calabria, l’operazione scaturisce da un’indagine avviata nella primavera del 2010, in prosecuzione dell’inchiesta “Reale” che, a più riprese tra il 2010 e il 2015 aveva portato all’arresto di 58 soggetti alcuni fra i maggiorenti del cosiddetto “Mandamento Jonico” della ‘ndrangheta reggina. Sono 44 gli indagati coinvolti nell’inchiesta ai quali i magistrati della Procura reggina contestano, a vario titolo reati relativi all’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.

Le investigazioni, che sono state svolte in collaborazione con la Polizia Antinarcotici colombiana, la D.E.A., la Polizia nazionale olandese, la Gendarmeria francese e la D.C.S.A., hanno confermato ancora una volta il ruolo delle ‘ndrine reggine nel narcotraffico internazionale. L’inchiesta “Edera”a vrebbe accertato che il narcotico era destinato alla vendita in Lombardia, ove operano articolazioni di ‘ndrangheta in collegamento con le locali reggine, nonché in Veneto, grazie a stabili rapporti con qualificati ambienti malavitosi locali. A gestire i traffici sarebbero stati quattro gruppi criminali, tra loro funzionalmente collegati. Il primo sodalizio era attivo nell’importazione di stupefacente tramite scali aeroportuali o attraverso trasporti su gomma via Spagna. Il secondo riconducibile alle cosche di Platì, smerciava all’ingrosso cocaina in Lombardia e marijuana nella provincia di Reggio. La terza associazione, era dedita all’acquisto di narcotico in Sudamerica che esportava verso il Canada e l’Italia. Nella Penisola, in particolare, la droga era poi ceduta ad altri sodalizi calabresi e veneti. Un quarto aggregato criminale era finanziato da soggetti intranei o comunque collegati alle ‘ndrine gioiesi e rosarnesi, ed è risultato responsabile di diverse importazioni di stupefacente dalla Colombia e dall’Ecuador, fatto giungere, tra il febbraio 2011 ed il febbraio 2013, tramite gli scali di Anversa , Rotterdam e Gioia Tauro. Proprio in quest’ultimo, il ottobre 2011 furono sequestrati 36 kg di cocaina.

Gli indagati

Marco Arcuri, Giuseppe Barbaro, Antonio Bastianello, Giuseppe Bellocco alias “Crodino Piccolo”, Jorge Elicier Bermudez Cardenas detto “Cuco”, Damiano Calabria, Francesco Cosimo Calabria, Pasquale Calabria, Claudio Catanzariti, Luciano Cordì, Domenico Cortese detto “Mimmo il macellaio”, Giuseppe Cortese detto “Pino”, Salvatore Di Napoli, Domenico Ficara, Paolo Franco, Silvio Gangemi, Francesco Germanò detto “Franco”, Alessandro Infanti, Giorgio Macrì, Raffaele Mandarano, Antonio Maniero, Alessandro Manno, Luigi Martelli, Luana Mazzone, Valentina Mazzone, Antonio Musitano, Rosario Musitano, Antonio Pelle, Giuseppe Pelle, Antonio Polito, Giuseppe Punteri, Gennaro Ragosta, Prifti Rezart detto “Tani”, Santo Rocco Scipione, Giuseppe Scotto detto “Pino”, Ferdinando Scremin detto “Fabrizio”, Anna Sergi, Domenico Sergi, Francesco Sergi detto “Ciccio”, Domenico Strangio, Domenico Trimboli alias “Alberto Gonzalez Trembol”, Francesco Trimboli, Santa Trimboli e Pasquale Zangari

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