BIVONGI: AL MONASTERO SI ARRIVA CON… UNA MULATTIERA

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La via d’accesso è sempre più dissestata, e quasi inaccessibile agli autobus

San Giovanni Therestìs, unico monastero ortodosso nel Meridione d’Italia, reso vivo dalla presenza dei monaci tornati nel 1994 dopo l’allontanamento causato dallo scisma del 1054, continua a essere meta di molti pellegrini e turisti. E il top delle presenze si è registrato nel periodo natalizio. Nota stonata: la strada da percorrere dopo aver lasciato la Sp 95 per giungere a destinazione. Un percorso di tre chilometri da tempo in abbandono, che presenta numerose buche, specie nella zona del monastero dei SS. Apostoli, avvallamenti e qualche pietra che non manca mai dopo le piogge. Gli automobilisti sono costretti a gimkane e a procedere a passo d’uomo nei pressi del monastero per la strada sterrata in pessime condizioni. E molti sono quelli che preferiscono parcheggiare prima del piazzale della basilica. A lamentarsi sono ovviamente i numerosi turisti e pellegrini che tornano annualmente trovando la strada sempre più dissestata e impraticabile. Anche i contadini che si recano nei poderi chiedono da anni la sistemazione di quella che alcuni definiscono strada turistica. E gli stessi monaci si appellano agli enti preposti alla manutenzione della strada.

Il rovescio della medaglia potrebbe essere la diminuzione di presenze turistiche e alcuni tour operator stanno già valutando se mantenere nei loro itinerari il monastero visto che i piccoli pullman arrivano con grande difficoltà. Rimane perciò il rischio che questi flussi vengano dirottati altrove.

UGO FRANCO

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