L’ASSE DELLA DROGA MILANO-SAN LUCA “REGGE” IN CASSAZIONE

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Restano in piedi le condanne per i Pizzata, annullate quelle dei fratelli Zoccoli

La Corte di Cassazione ha confermato gli esiti investigativi dell’operazione “Revolution” sull’esistenza di un’associazione dedita al narcotraffico.

Il dato emerge dalle motivazioni della decisione assunta dagli “ermellini” depositate nei giorni scorsi per quanto riguarda il filone che si è svolto con il rito ordinario. Confermate, da un latro, e due condanne stabilite dai giudici d’appello di Reggio Calabria per Giuseppe Pizzata (12 anni) e Sebastiano Pizzata (7 anni); annullate, dall’altro, le condanne dei fratelli Francesco e Severino Rocco Zoccoli.

Nel dettaglio la Cassazione ha confermato la partecipazione all’associazione di Giuseppe Pizzata evidenziando che «la presenza alle decisioni rilevanti per la vita dell’associazione è stata correttamente ritenuta espressione della condotta di partecipazione, posto che solo soggetti intranei al sodalizio possono essere messi al corrente delle attività illecite senza che ciò le pregiudichi. Dunque, non vi è stata alcuna equiparazione tra presenza e condotta di partecipazione, ma la valutazione di un fatto ritenuto provato che non sarebbe potuto accadere ove il ricorrente non fosse stato un associato».

Pur assolto dai reati fine Sebastiano Pizzata è ritenuto partecipe in quanto «le fonti di prova sono unitarie e non è che non possano riferirsi a più imputazioni; ciò soprattutto quando oggetto di prova sia una condotta stabile, quale quella di partecipazione».

I giudici hanno, altresì, disposto l’annullamento senza rinvio della condanna ad un anno e sei mesi per il delitto di favoreggiamento, disposta a carico di Severino Rocco Zoccoli, difeso dall’avvocato Giacomo Iaria, sul presupposto che il reato contestato richiede la prova della consapevolezza dell’imputato di agevolare l’autore di un reato a sottrarsi all’esecuzione della pena.

I giudici della III sezione hanno accolto il ricorso presentato degli avvocati Marco Tullio Martino e Sandro Furfaro annullando la condanna a 7 anni disposta nei confronti di Francesco Zoccoli, evidenziando che «l’intervenuta assoluzione dei coimputati è di per sé un dato oggettivo che mina alla radice la stessa configurabilità in fatto e in diritto dell’ipotesi di accusa; il giudice chiamato a confrontarsi con la pronuncia di assoluzione per lo stesso fatto storico, la cui esistenza è stata negata, è pertanto tenuto ad un rigoroso onere motivazionale se ritiene di ricostruire i fatti in modo diverso da quello contenuto nella sentenza passata in giudicato. Si impone pertanto l’annullamento con rinvio della sentenza impugnata ad altra sezione della Corte di appello di Reggio Calabria».

L’operazione “Revolution”, scattata nel 2012, ha riguardato un’indagine coordinata dalla Dda reggina ed eseguita dagli investigatori della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.

Confermata l’esistenzadi un’associazionededita al narcotraffico

L’inchiesta originatada un pacco sospetto

Nel mirino degli inquirenti un presunto sodalizio criminoso, con al vertice alcuni soggetti di San Luca, giudicati in abbreviato, che avrebbero avuto la presunta base operativa in un’abitazione di Milano.

Furono ventinove, complessivamente, gli arresti. Sarebbe stato un pacco postale a innescare le indagini: nel 2010 i finanzieri del Gruppo Milano/Malpensa hanno rinvenuto un pacco contenente cocaina in forma liquida. Il pacco postale, proveniente dall’Argentina, aveva come destinazione finale Africo Nuovo. Il pacco conteneva un set di accesso da bagno in plastica, le cui cavità interne erano state riempite di cocaina in forma liquida.

fonte gazzetta del sud

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